UNA SERATA AL CINEMA CON CARLO VERDONE

giovanni bogani

DI GIOVANNI BOGANI

Questa sera ero con Carlo Verdone, al cinema Masaccio di San Giovanni Valdarno.

Era bello vedere il cinema strapieno, e fare domande a Carlo, che ogni volta trasforma qualsiasi episodio di un racconto, qualsiasi racconto in una storia, qualsiasi storia in una avventura, in un crescendo pazzesco, che solo i grandi narratori hanno. Gli avrò fatto una decina di domande, e ogni volta era come se si mettesse in moto una slavina. Un rotolare di emozioni sempre più forte.

Non sempre comico. Più spesso con qualche ombra, e con il lato grottesco delle cose che prende corpo, come se tutti i suoi racconti fossero fotografie di come siamo, appena appena deformate, in modo da farci vedere il lato ridicolo della nostra quotidiana fatica di stare al mondo.

Viene da pensare, in qualche modo, che i suoi film non siano che la punta dell’iceberg di un mondo enorme, di cui lui racconta i dettagli con invidiabile acutezza, colore, senso dell’humour.

E mi sento privilegiato per averlo vissuto, ancora una volta, da spettatore più fortunato degli altri: nel tavolo accanto a lui. Grazie al direttore del festival, Simone Emiliani, che mi ha chiesto di invitare Carlo.

Simone fa un gran lavoro da anni con questo festival: ama il cinema e si dedica con passione a registi emergenti e anomali; non cerca solo icone da sala strapiena. Proprio per questo, per questa sua serietà, ho pensato che era giusto chiamare Carlo. E ho avuto il privilegio di essere lì, seduto con lui, a parlarci a nome di tanti spettatori.

In fondo, sono cose che non avrei mai immaginato, quando ho iniziato questo – boh, chissà se lo è – mestiere.