MERAVIGLIOSO

titti de simeis

DI TITTI DE SIMEIS

La smentita che i giornali ed i media raccontino, soltanto, brutte storie arriva dalla Germania ed è corredata da un video irresistibile: un uomo, di origine siriana, riabbraccia la sua bambina che non vedeva da ben cinque anni. Sceglie un modo insolito per riavvicinarsi a lei e farle una bellissima e riuscitissima sorpresa. Siamo in un supermercato: una ragazzina sta facendo la spesa in compagnia di una donna, probabilmente sua madre; il padre si avvicina a loro e finge di parlare al telefono, chiedendo, ripetutamente, di una certa ‘Maria’. La bimba, sentendo pronunciare il suo nome, lo guarda incuriosita e confusa: il volto di quell’uomo le è familiare, anche se è passato così tanto tempo, ormai. La donna la accarezza, tranquillizzandola. Lui continua a fingere una telefonata inesistente e intanto non le toglie, mai, gli occhi di dosso. La donna la incoraggia e le sussurra qualcosa all’orecchio. Forse le svela la verità e la invita ad avvicinarsi all’uomo. Nel giro di pochi istanti meravigliosi, un fortissimo abbraccio rompe, finalmente, le distanze. L’uomo, appena arrivato in Germania, riesce a fare, a sua figlia, un regalo indimenticabile. Davanti a quel video, si resta a guardare l’ultima immagine senza parole e con un sorriso inaspettato. Perché non ci sembra vero, perché crediamo sia tutto finto, come la scena di un corto. Invece no. E’ vero, come la gioia che ci resta dentro, come la commozione che chiede strada, diversa da ogni emozione cui siamo abituati: piangiamo per chi muore in mare, per chi è vittima negli attentati, per ogni episodio di violenza o di ingiustizia. Piangiamo o ci indigniamo per ogni catastrofe, per le sorprese che dilaniano ed azzittiscono la nostra quotidianità. Abbiamo spento le lacrime di gioia. Costano troppa fiducia o troppa speranza ma noi, abbiamo spento anche queste. Eppure, nell’epopea degli eroi sconfitti e senza storia, qualcuno riesce ancora a scrivere capitoli come questo, protagonista la bellezza di gesti quasi dimenticati ed oscurati dalla tragedia in prima pagina. Una notizia così, però, è rimasta in sordina e si è lasciata cercare, come tutte le cose preziose. Niente prima pagina. Immeritatamente. Sono, infatti, questi racconti a regalarci la luce di cui abbiamo bisogno e riprenderci il coraggio di guardare avanti. Sono persone come quest’uomo a dettare le regole indispensabili alla rinascita di ognuno di noi. Commuoversi per storie belle dovrebbe essere la medicina per rimetterci in moto. Noi tutti, senza distinzione di nazionalità o religione, stiamo, inesorabilmente ammutolendo le nostre anime. Nell’apatia e nella rassegnazione che non torneremo più ai tempi in cui bastava poco a sorridere, nella consapevolezza che tutta la bruttezza e la cattiveria del mondo in cui viviamo ci stiano, irrimediabilmente, svuotando. Di fronte a tanta diffidenza il video di quest’abbraccio arriva a sfondare le nostre corazze, a sgretolare le nostre difese di persone abituate ad un limbo di ‘sopravvivenza’ ed assuefazione. Arriva a parlarci di qualcosa che non si è spento del tutto e che viaggia per una strada tutta sua, senza divieti né paure, senza pericoli né regole. Ci esorta a ricordare il senso profondo dei sentimenti che riescono a superare uno dei peggiori periodi storico-politici, quello in cui viviamo ed in cui, il confine non coincide più con la frontiera e ‘famiglia’ non è più sinonimo di ‘casa’. Si vive lontani, separati dalla follia di un non senso senza scrupoli e ci si ritrova perduti. Ma, non sempre è ‘per sempre’. Le favole insegnano, ancora, il lieto fine e questa bimba può crederci, ancora. E crescere felice, da quest’abbraccio in poi.

foto di Titti De Simeis.