DEMOCRATICI IN USA. SCONTATA LA VITTORIA DELLA CLINTON SU SANDERS. RESTANO I DUBBI PER QUANTO RIGUARDA LA CORSA ALLA CASA BIANCA

Università degli Studi del Molise
DI ALBERTO TAROZZI
Nonostante resti ancora da affrontare il passaggio delle primarie in uno Stato principe, quanto a rappresentanti da eleggere (la California), è praticamente impossibile pensare a un ribaltone finale in casa democratica. Resta però qualche dubbio di non poco conto, per chi ha scommesso sulla vittoria di Hillary Clinton nella corsa alla Casa Bianca.
Infatti, mentre sul versante repubblicano l’ostilità e il conseguente fuoco amico contro Trump sembrano attenuarsi, il fuoco, questa volta sotto la cenere, sembra tutt’altro che spento tra i Dem.
Il fatto che Sanders continui a riscuotere successi anche sorprendenti, in alcuni Stati residui, fa emergere una resistenza delle minoranze democratiche di sinistra che evidentemente non sono disponibile a sottoscrivere cambiali in bianco a favore di Hillary.
Lo stesso Obama, nella sua discesa in campo, più anti-Trump che pro-Hillary, ha tenuto a sottolineare che i due candidati debbono lavorare insieme, a evitare che il Partito si disgreghi e perda la corsa alla Presidenza.
Il clima, invece, non è finora dei migliori e la mossa della Clinton di imbarcare il marito nel team pare non abbia certo contribuito a rasserenare gli animi.
Su Hillary, da sinistra, rimangono le perplessità legate alla sua dipendenza dagli ambienti finanziari (nello specifico ricorre anche il nome di Soros). Sanders non ha allentato la presa, proprio dove per Hillary la marcia indietro è più difficile.
Si aggiunga il non esaltante curriculum della Clinton in politica estera e un certo alone di perdente, che negli Usa è più penalizzante che altrove, e si potrà capire come, a dispetto di una vittoria sicura in casa Dem e degli stessi sondaggi favorevoli nella corsa alla Presidenza, il cammino non sia breve e il percorso rimanga abbastanza accidentato.

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