URANIO IMPOVERITO: CONDANNATO MINISTERO DELLA DIFESA

DI ANTONELLA SODDU

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Salvatore Vacca, originario di Nuxis – paese del Sulcis – era un caporalmaggiore dell’esercito italiano; 151° reggimento brigata Sassari. Fecce parte della missione italiana in Bosnia, 1998. Salvatore Vacca morì a soli 23 anni nel 1999. Leucemia linfoblastica acuta. Sua madre, al signora Giuseppina non si arrese alla condanna a morte di suo figlio fedele servitore della patria non protetto dallo Stato. Cosi nel 2002 iniziò la causa legale. Ieri la storica sentenza; la Corte d’ Appello di Roma ha giudicato la condotta del Ministero della Difesa – “omissiva” e per questo dovrà pagare un risarcimento di circa 2 milioni di euro. Il caso di Stefano Vacca, la sua morte, diede avvio alle numerose indagini sul caso “Uranio impoverito” che ancora oggi, però, il Ministero della Difesa contesta – “Mai acquistate armi con uranio impoverito per l’esercito italiano”. La sentenza della Corte d’ Appello di Roma conferma quella di primo grado e ne fissa i principi fondamentali e precisa la differenza tra indennizzo e risarcimento. Nella sentenza di primo grado i famigliari avevano ottenuto l’indennizzo per il danno patrimoniale, ieri, invece, si è precisato che da parte del Ministero c’è stato il danno causato dall’inadempienza di misure di sicurezza previste. Ne consegue che questa sentenza risulta essere unica nel genere anche perché parla di omicidio colposo di un militare morto. Ricordiamo che ad oggi sono 333 le vittime di uranio impoverito tra i militari italiani. Possibile che ancora non si faccia nulla? “La pericolosità delle sostanze prescinde dalla concentrazione. La condotta omissiva di natura colposa dell’Amministrazione della Difesa, il comportamento colposo dell’autorità militare per non aver pianificato e valutato bene gli elementi di rischio. Vi è compatibilità tra il caso ed i riferimenti provenienti dalla letteratura scientifica ed è evidente l’esistenza di collegamento causale tra zona operativa ed insorgenza della malattia”. Questo in sostanza hanno detto i giudici. Nei prossimi giorni, più precisamente Giovedi prossimo, è prevista l’audizione del Ministro Pinotti in Commissione di inchiesta, si spera che la stessa prendere atto delle evidenti deduzioni contenute nella sentenza. Soprattutto perché la sentenza risponde e definisce anche al problema sollevato dalla stessa Pinotti sulla distinzione tra indennizzi e risarcimenti.

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