PANNELLA. GLI ELOGI POSTUMI CHE PUZZANO DI IPOCRISIA

DI ANTONELLA SODDU
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Ho acceso il televisore. Ho provato a vedere l’ultimo addio a Giacinto Marco Pannella: due secondi, e il primo pensiero che ha attraversato la mia mente è stato quello di spegnere subito. Quello era il più grande oltraggio ad un uomo che per anni ha sollevato la voce contro la censura alle iniziative radicali, e più in generale all’informazione distorta a cui lui attribuiva la responsabilità. “ Stampa di regime”. Cosi la chiamava. E allora, se da due giorni tv e giornali sono pieni di elogi e immagini verso quest’uomo che seppur a tanti poteva non piacere, avrebbe meritato in vita ben altro rispetto a ciò che gli è stato riservato, ha ben ragione Emma Bonino ad aver detto “Certi elogi puzzano di ipocrisia”. In Italia, da ieri, a pochi istanti dopo l’annuncio della morte, è in atto una delle più grandi manifestazioni di ipocrisia che si possa ricordare a memoria d’uomo. Dite la verità, a quanti interessava  ciò che diceva? Parliamoci chiaro. Non interessava un beato corno a nessuno. Invece che si fa? Ci manca solo che qualcuno non invochi il “Santo Subito”. Che schifo ! Fin dove arriva l’ipocrisia. Fuori luogo anche le parole di Rita Bernardini in merito all’assenza nella vita ultima di Pannella da parte della Bonino –“Emma da mesi non si faceva sentire più”. Emma, ci penserà domani; non oggi. Perché la verità sta nelle parole, ancora un volta, di una donna che alla pari di Marco Pannella, per quelle battaglie, per i diritti, ha lottato e fatto. – “In questi giorni la stampa si ferma a divorzio e aborto ben che vada. Ma c’è altro: Sarajevo, le guerre jugoslave. A voi più giovani dico che da fine 80 ci siamo battuti contro il debito pubblico che su di voi sarebbe caduto. Pannella è stato deriso e vilipeso e certi elogi puzzano di ipocrisia lontano un miglio. Il modo migliore per onorarlo è non l’amarcord, è rispettare le sue battaglie: come vivere insieme, come morire. L’insegnamento più grande e’ il senso delle istituzioni, politica come impegno gioioso, come scelta. Fare dell’Europa progetto gioioso di Ventotente, gli Stati Uniti d’Europa, che non chiude la gente nei Cie. “Amateci di meno e votateci di più”. No davvero. Non è stato nemmeno un funerale laico. Ben che vada è stato la passerella di molti arrivisti della politica che cosi hanno dimostrato di non aver compreso proprio nulla. E se Marco Pannella avesse potuto ancora aver le forze necessarie, molti li avrebbe presi certamente a pedate. Avrebbe rinvigorito la piazza Navona.