PEDRO KUCZYNSKY, NUOVO PRESIDENTE DEL PERU’

DI ALBERTO TAROZZI
Università degli Studi del Molise
La favorita Keiko Fujimori, figlia dell’ex Presidente attualmente in prigione per una condanna a 25 anni (corruzione e violazione dei diritti umani) si è fermata al 49,88 per cento contro il 50,12 del vincitore.
Il nuovo presidente dovrà governare alla ricerca di alleanze con le opposizioni. La rivale appartiene a Forza Popolare (Fp), che controlla 71 seggi in Parlamento, su 130.
Kuczynski, appartiene a un partito (Ppk), che ha solo 20 deputati nel Parlamento unicamerale, e il suo alleato al ballottaggio, il Fronte Ampio, coalizione di sinistra, altri 20.
Inoltre Kuczynski, è un economista neo-liberista come Fujimori anche se non gli vengono addebitate derive criminali, ma alla sinistra deve la poltrona presidenziale.
Per superare questo impasse, però, Kuczynski conta su un’economia che registra ancora dati positivi: nel 2015 è infatti cresciuta del 3,5%, con un tasso di disoccupazione del 6%. Curiosamente però, nonostante anni di neoliberismo, mai è stato risolto il problema della diversificazione dell’economia: il rame continua a rappresentare l’11% del Pil, il 20% del gettito fiscale e il 50% della valuta estera che arriva nel paese.
Strano davvero, se si pensa che fu proprio la dipendenza dalla ”monocultura” del rame una delle cause decisive, 40 anni fa, del crollo del governo di Allende nel Cile socialista pugnalato alla schiena da Kissinger.