SINDACI: ELETTI SOLO DA UN ITALIANO SU 5

DI CARLO PATRIGNANI

CARLO PATRIGNANI
I ballottaggi di domenica, nei 20 comuni interessati con 5.513.175 di iscritti nelle liste elettorali, si giocano su poche migliaia di voti e su percentuali minime, nettamente al di sotto, lontanissime dalla grancassa politica e mediatica che, invece, farebbe credere ad un alto coinvolgimento dei cittadini.
Lo si evince da un semplicissimo dato: i voti validi per i candidati sindaci al primo turno sono stati 3.433.809, pari al 58,07% del totale (5.513.175) degli aventi diritto! Più di 2 milioni degli aventi diritto, e per la precisione 2.079.366, non hanno espresso alcun voto valido, o disertando le urne o hanno votato scheda bianca o nulla.
Ora, per un sistema fragilissimo e che fa acqua da tutte le parti, ci sono i voti vacanti, quelli espressi per i candidati esclusi dai ballottaggi: ammontano a 1.213.137 ossia al 20,51% del totale degli aventi diritto, mentre i candidati arrivati ai ballottaggi, grazie ai 2.221.187 voti avuti, si collocano al 37,56%.
In altri termini, il livello di rappresentanza dei candidati ‘vincenti’ al primo turno è del 37,56% dell’intero elettorato avente diritto: e si puo’ quindi affermare, amaramente, che se domenica saranno proclamati sindaci, di fatto, rappresenteranno, più o meno, del 20% dell’elettorato attivo di ciascuno dei 20 comuni!
In ballo domenica ci sono, dunque, 3.675.503 di voti potenziali, un esercito di persone insoddisfatte, sfiduciate, lontane da una ‘politique d’affaires’ che li considera come una qualsiasi merce, a disposizione dei pretendenti sindaci arrivati a ballottaggi segnati sempre più da un basso livello di rappresentanza persino nelle elezioni comunali un tempo cariche e straripanti di interesse, di coinvolgimento e di aspettative.