LO STRANO CASO DELLA MORTE DI DAVID ROSSI, CAPO COMUNICAZIONI MPS

DI SIMONA CIPRIANI

Cosa c’è dietro al suicidio di David Rossi, capo della comunicazione del Monte dei Paschi Di Siena all’epoca dell’inchiesta sull’acquisizione di Antonveneta che travolse la banca nel 2013? I fatti ufficiali riportano l’episodio come un suicidio messo in atto da Rossi all’indomani del suo coinvolgimento nell’inchiesta MPS. La Procura, all’epoca chiuse il fascicolo avvallando quell’ipotesi dei fatti. In effetti Davide Rossi non era indagato, ma la sua abitazione, il suo ufficio, le sue auto erano state perquisite perché “legato, o collegato in ragione di pregressi rapporti amicali, professionali e personali” a Giuseppe Mussari all’epoca amministratore di Monte dei Paschi e responsabile, insieme  a Gianluca Baldassarri e Antonio Vigni, dell’operazione Antonveneta ritenuta principale causa della crisi della storica banca. Ora però dopo le forti pressioni della famiglia, che non ha mai creduto che Davide si fosse tolto la vita, e dopo che sono state presentate nuove perizie sull’incidente, il Procuratore di Siena ha riaperto l’inchiesta e chiesto la riesumazione della salma che è stata inviata a Milano presso il laboratorio di antropologia e odontologia forense dove saranno effettuati ulteriori esami eseguiti dalla dottoressa Cristina Cattaneo e dal tenente colonnello Davide Zavattaro dei Ris di Roma.

Il fatto è tornato all’onore delle cronache anche grazie a un video trasmesso in un’inchiesta dal New York Post: le immagini, piuttosto forti, sono state riprese da una telecamera di sorveglianza posta nel vicolo retrostante la Sede della banca, in cui affacciava la finestra dell’ufficio di Rossi e mostrano il momento della caduta del dirigente e la sua agonia durata circa 23 minuti senza che nessuno accorresse in suo soccorso anche se si notano un movimento di ombre all’imbocco della strada e la presenza di mezzi in sosta. Verso la fine del filmato appaiono due persone che si avvicinano al corpo per allontanarsene immediatamente. Secondo la Procura le persone in questione sono già state identificate e ascoltate sui fatti, all’epoca della prima inchiesta e si tratterebbe di Giancarlo Filippone, segretario di Rossi, e Bernardo Mingrone, un alto dirigente di Mps. Le dichiarazioni dei due furono ritenute soddisfacenti essendo concordi tra di loro e confermate anche dagli orari riportati sul famoso filmato. Filippone contattato dalla moglie di Rossi, preoccupata per non averlo visto rientrare, si era recato nel suo ufficio dove aveva constatato, affacciandosi alla finestra lasciata aperta, la presenza del corpo di Davide sul selciato. Sceso nella hall della banca, aveva incontrato Mingrone e insieme avrebbero chiesto soccorso chiamando il 118 dal telefono dello stesso Mingrone: versione questa confermata negli atti dell’inchiesta e concorde con l’orario di arrivo degli inquirenti. Tuttavia, a seguito dalla documentazione presentata dalla famiglia, contenente la perizia sulla posizione del corpo sul selciato, che non concorderebbe con una caduta fatta volontariamente, e i rilevamenti di varie ecchimosi all’altezza delle ascelle di Rossi, il Procuratore ha fissato per il 25 giugno la data in cui si effettuerà la simulazione della caduta e il sopralluogo degli spazi in cui è stato rinvenuto il cadavere, oltre che un nuovo interrogatorio delle due persone che appaiono nel filmato della telecamera di sorveglianza.