MEROLA SALVO GRAZIE AL VOTO ANTILEGHISTA

DI EMILIO MARRESE
Emilio Marrese
Ha vinto Merola, ha perso Merola. Se il centrodestra avesse puntato su Bernardini (quindi sulla Lega moderata e non rozza di Salvini) forse avrebbe vinto. Ma il più grande sconfitto di queste elezioni bolognesi è Bugani, e il M5S bolognese. Con un candidato di maggior personalità e comunicativa, meno eterodiretto e più presente anche nei 4 anni e mezzo prima del voto, e con politiche diverse rispetto a quelle nazionali che qui non funzionano perché qualche anticorpo democratico in più c’è ancora, anche a Bologna il M5S avrebbe potuto vincere, coagulando il malcontento locale e l’antirenzismo nazionale. Secondo sconfitto è Merola e il Pd: 40 mila voti in meno al primo turno, 20% circa di votanti in meno rispetto a 5 anni fa. Che la metà dei bolognesi si disinteressi di chi governa la città e non vada a votare è una sconfitta pazzesca di tutti, e ancor più di chi ha governato. Rischiare di perdere, e comunque fare una figuretta, contro un’opposizione inesistente che si è raccolta intorno a una candidata poco visibile,   snobbata da tutto il centrodestra fino a un mese fa, significa che un qualsiasi candidato civico presentabile, di destra o grillino, avrebbe potuto vincere. Merola se l’è cavata grazie al voto antileghista (come il mio). Ricordarsene tutti in questi cinque anni, soprattutto quelli del Pd dietro Merola (inesistenti anche loro) che adesso magari avanzeranno pure qualche pretesa in giunta. Merola, sono i tuoi ultimi 5 anni, fai come  ti pare, sbaglia ma da solo, fottitene di Renzi e del Pd locale, a loro non devi proprio nulla: devi qualcosa a chi da Coalizione Civica o dagli ex elettori Pd, ha raccolto l’allarme rosso contro i barbari. E basta.