LA FORTUNA DI INCONTRARE LA SPAGNA

DI MANLIO SOLLAZZO
MANLIO SOLLAZZO
Non solo santi, poeti e navigatori: gli italiani sono anche un popolo calciofilo e di allenatori.
Tutti gli appassionati si reputano dei grandi intenditori ed esternano i loro pensieri e i ballerini umori.
Il commissario tecnico e’ una figura particolare di allenatore, piu’ selezionatore che uomo di campo.
E noi competenti-tifosi-sfegatati non vediamo l’ora di giudicarne l’operato partendo, a priori, dall’analisi della lista dei convocati.
Ma i nostri giudizi, come quelli della ondivaga stampa, sono mutevoli: variano a seconda dei risultati che, nella nostra mentalita’, contano piu’ delle prestazoni.
E cosi, senza il guizzo letale di Eder contro la Svezia nel finale, Conte non sarebbe stato osannato ma criticato.
Sulle scelte e la gestione in itinere delle risorse umane, ancor prima della strategia tattica attuata.
“Perche’ non fa giocare Insigne, l’unico genietto che abbiamo capace di invenzioni illuminanti?”
“Com’e’ possibile aver convocato Sturaro e Ogbonna anziche’ Jorghino e Romagnoli?”
Chi di noi,ieri sera, nel corso della partita, non lo ha, se non gridato, sussurrato o pensato?
Premesso che il nostro calcio ha smesso da tempo di produrre fuoriclasse e che pertanto non sono stati lasciati a casa top players in grado da soli di farci vincere l’Europeo, nel modo di pensare dell’italiano calciofilo, e’ insita l’idea che il convento possa passare comunque qualcosa di meglio rispetto a quanto proposto dal C.T.
Idea che viene respinta nell’inconscio quando si vince, e riemerge puntualmente quando si perde.
Ben venga, dunque, la Spagna agli ottavi: per Conte e per la nazionale.
In caso di eliminazione, infatti, il neo tecnico del Chelsea potra’ difendersi a posteriori dalle contestazioni, appellandosi alla sfortuna per il sorteggio balordo; qualora, invece, facesse l’impresa castigando il tiki taka iberico con una perfetta partita all’italiana, spegnerebbe sul nascere il “rumore dei nemici” e nella testa dei giocatori maturerebbe quella fiducia nei propri mezzi tecnico – tattici che e’ basilare per poter realizzare i sogni.
Allora Conte diventerebbe un eroe della Patria e tutti, nessuno escluso, salirebbero sul carro del vincitore.