HOLLANDE. NO ALLA LE PEN SULL’EXIT-UE E “NUOVO DIRETTORIO”

DI MANLIO SOLLAZZO
MANLIO SOLLAZZO
A distanza di poche ore, il Presidente della Repubblica francese, Francois Hollande, ha incontrato nel Palazzo dell’Eliseo, prima Marine Le Pen e, successivamente, Matteo Renzi.
Hollande ha respinto categoricamente la proposta avanzata dalla leader del Front National di “fare come il Regno Unito” promuovendo un Referendum sulla permanenza o meno della Francia nell’ Ue.
Il Presidente francese non intende assolutamente emulare il dimissionario Premier inglese Cameron, dando voce e potere decisionale al popolo.
Hollande, vuole, al contrario, scongiurare l’effetto domino della Brexit, rinsaldando l’asse franco-tedesco e cercando soluzioni comuni, anche con l’alleato italiano, agli annosi problemi che attanagliano la comunità europea sulla sicurezza,l’ immigrazione e la crisi economica.
Il diniego irremovibile di Hollande, ha suscitato la reazione stizzita della Le Pen, la quale, al termine dell’incontro avvenuto nel quadro delle consultazioni post-Brexit, ha dichiarato:
Neanche avessimo usato una parolaccia, come se alla fine il popolo fosse l’ultima ruota del carro. Sono stata convocata all’Eliseo inutilmente, solo per sentirmi dire che non verrà considerato neanche uno dei segnali lanciati ormai da tanti anni dagli europei e dal popolo francese”.
Il popolo.
In queste fase concitata che ha fatto seguito al sorprendente (stando ai sondaggi) e voto britannico, molte autorità, anche italiane, si sono espresse negativamente in merito all’uso dello strumento referendario (la nostra Costituzione vieta abbia come oggetto i trattati internazionali) che richiederebbero un livello adeguato di istruzione ed informazione al fine di deliberare con cognizione di causa.
La conseguenza immediata del Brexit è stata l’apertura di un dibattito politico sul suffragio universale, innescato dall’esito della volontà manifestata dalla maggioranza degli inglesi, che si dovrebbe democraticamente accettare e saggiamente interpretare.
Invece di spostare il tiro sull’utilità o il danno nella storia dell’istituto della democrazia diretta per eccellenza, bisognerebbe seriamente interrogarsi sulle ragioni del malessere, profondo e diffuso, dei cittadini inglesi ed europei.
L’Europa dell’austerità e dell’eurocrazia imposte dalla Troika, del sinistro riemergere di muri e filo spinato in alcuni dei suoi Paesi membri e dell’Italia e della Grecia lasciate sole ad affrontare l’emergenza profughi, l’Europa vulnerabile al terrorismo ed in parte di esso responsabile, questo modello-sistema Europa, è sbagliato ed ha fallito.
Lacerata da profonde divisioni interne e più interessata a tutelare i privilegi di pochi che non ad estendere i diritti a tutti, l’attuale Ue è molto lontana da quella nobile idea di Comunità di Stati Uniti d’Europa che prese forma nel secondo dopoguerra.
L’exit dell’Uk dall’Ue, che implica comunque un processo temporale e burocratico lungo e complesso, ha scosso e allertato la cancelliera Angela Merkel, più che mai “ago della bilancia” in questa situazione estremamente delicata che rischia di precipitare.
L’Europa è giunta ad un vicolo cieco e se la si vuole salvare bisogna cambiare radicalmente rotta, riallacciando le intese e attuando politiche sociali ed economiche lungimiranti.
Per questo motivo, la leader tedesca ed europea, ha indetto per domani a Berlino un vertice internazionale con Francia e Italia, che farà da preludio al summit di martedi 27 a Bruxelles.
Nel frattempo, Hollande ha ricevuto all’Eliseo il PdC Matteo Renzi. L’incontro è durato circa un’ora e mezza. Il Primo Ministro francese, Manuel Valls, presente alla cena “informale”, ha poi scritto su Twitter: “Con Matteo Renzi, Francia e Italia sono unite e determinate ad agire insieme per l’avvenire dell’Europa”.
L’Italia sembra dunque aver scalato le gerarchie nella considerazione della Merkel, prendendo il posto della Gran Bretagna. Le sorti dell’Ue sono dunque affidate a un “nuovo Direttorio”, che non può più permettersi di temporeggiare e di sbagliare.
Con buona pace di Hollande, il quale probabilmente sperava di rinforzare il potere della Francia con l’uscita di scena di David Cameron.