DACCA. ORRORE E MORTE IN NOME DI UNA “RELIGIONE”

DI MITA MEDICI
MITA MEDICI
Mi dispiace, mi dispiace da morire, non riesco a spiegarmi una fine così, non ce la faccio a credere che si possa perdere la dignità fino a questo punto. Come si può accettare che esistano uomini che non hanno cuore né testa fino al punto di cancellare tutto ciò che di buono ci può essere in questa vita? No, non parlo di Italia-Germania, no, ma dell’orrore di ciò che è accaduto a Dacca solo qualche ora fa, della morte violenta e ingiustificata in nome di una… religione, dicono. Un oltraggio al comune senso del vivere comune, un’offesa al più elementare senso di civiltà, che per niente al mondo può passare in secondo piano rispetto ad una partita di calcio. Non è accettabile un così forte senso di aggregazione per un evento sportivo, per quanto “sentito” possa essere, e un così debole e confuso senso di sdegno per un atto di violenza terroristica, che, come tutti gli altri del resto, mette a repentaglio l’idea stessa di civiltà umana.