SE FOSSI AMERICANO

DI ALBERTO TAROZZI

ALBERTO TAROZZI

E’ un po’ che ci sto riflettendo. Sicuramente per i cittadini Usa dotati di senno è meglio se vince Hillary: sanità, minoranze, traffico d’armi, tutto quanto contribuisce a rendere invivibile un paese per la popolazione più povera è concentrato nel ”programma” di Trump e, quanto meno, contenuto in termini più ridotti in quello della Clinton. I dubbi possono insorgere come cittadini dell’Europa e del mondo, quando si guarda agli scenari di politica estera.  Credo di essere tra i pochi, a sinistra, che sostengono che la presidenza Obama, nei rapporti con l’estero, è stata tra le meno peggio, se confrontate a quelle di altri dem: dalla bomba atomica di Truman ai crimini vietnamiti preparati da Kennedy e lasciati in eredità a Johnson, alle opzioni guerrafondaie di Mr. Clinton in Europa, senza dimenticare la sua subordinazione ai crimini del capitale finanziario internazionale. Un briciolo di benevolenza che mi sento di rivolgere a Obama, nonostante tutto, per non essersi appiattito su Israele, per aver capito, ma troppo tardi la Libia, per aver fatto qualche passo con l’Iran. benevolenza che svanisce di fronte alla vuota prosopopea di Hillary, vero guastafeste di qualsiasi possibile soluzione ragionevole quando era al Dipartimento di Stato. Trump, allora? possiamo essere, fino a che punto, benevoli anche con lui?, tenendo conto che il suo isolazionismo lo porta a un atteggiamento meno ricco di incognite con Putin e che ci toglie di dosso anche l’incubo del Ttip? Qui insorgono i dubbi: se Hillary è sicuramente un disastro, Donald, coi suoi sbalzi di umore, potrebbe rappresentare tutto e il contrario di tutto. Poco si sa di chi lo affiancherebbe al Dipartimento di Stato ed è difficile stabilire per quanto tempo il suo amore per Vladimir possa durare: un’incognita totale a confronto con un danno certo, quello di Hillary, di cui sfuggono soltanto i limiti. Sullo sfondo una quasi-certezza. se Donald esagerasse nel fattore sorpresa potrebbe risultare a sua volta sorpreso del trattamento che gli riserverebbe l’Fbi.  Il ”buon” Jfk venne messo in condizioni di non nuocere appena si accorsero che un puttaniere come lui avrebbe potuto lasciarsi sfuggire qualcosa di troppo nei suoi dimostrati slanci orgastici con le beneamate spie tedesco orientali, cecoslovacche e cinesi. Perché mai non dovrebbe essere riservato trattamento analogo all’ancor più esuberante, in tutti i campi, Donald? Il problema non sarebbe dunque lui, ma il suo vice. ma del buon Pence si sa solo che il padre lavorava sodo. Un po’ poco. per esprimermi compiutamente attendo ulteriori notizie su di lui e magari pure del vice di Hillary, di cui finora si sa solo che è molto peggio della Warren, quella che sarebbe piaciuta a Sanders.