ACCOLTO L’INVITO DELLA CHIESA RIVOLTO ALLE COMUNITA’ MUSULMANE , LA FRATERNITA’ CHE ARRIVA (FORSE) CON UN PO’ DI RITARDO

DI ALBERTO TAROZZI
ALBERTO TAROZZI
Credo fosse il 2001 e lavoravo con Scienziat* contro la guerra sull’uso dell’uranio impoverito, da parte della Nato, nei Balcani.
Paolo Bartolomei, del Cnr, mi presentò Padre Benjamin.
Era un Prelato influente, nonostante il piglio un po’ alternativo; assieme al Sindaco di Londra Galloway, faceva parte di un comitato internazionale contro una possibile guerra in Irak e anche lui si occupava dell’uso dell’uranio impoverito, nella guerra contro Saddam del 1991.
Non era di sicuro un fan di Saddam Hussein, ma mi descrisse una curiosa “anomalia” irakena.
Baghdad era, secondo lui, una delle poche città al mondo dove un musulmano che avesse voglia di pregare poteva farlo in una Chiesa cattolica e in modo analogo si potevano comportare i cattolici (che in quei tempi avevano Tarek Aziz come vice-premier).
Questa domenica, le Comunità musulmane di Francia e d’Italia, sensibili al messaggio di Papa Bergoglio, si recheranno a pregare nelle chiese cattoliche.
15 anni dopo.
15 anni persi?
No, qualcosa di peggio, di molto peggio.
N.B. So bene che Padre Benjamin ha poi pubblicato su edizioni, quelle ”del Veltro”, sulle quali non scriverei un rigo, ma quella sua testimonianza non mi risulta abbia ricevuto smentite.