I RAPPORTI TRA LA CHIESA E L’OPUS DEI E IL NUOVO DISORDINE MONDIALE

DI EMILIA URSO ANFUSO
EMILIA URSO ANFUSO
Sono accadute talmente tante cose, a metà Luglio, tra attacchi terroristici, il tentato e dubbioso colpo di Stato in Turchia, e poi ancora episodi di violenza tra la Francia e la Germania, dove non si parla più di “Terrorismo islamico” bensì di “psicopatici islamici” (…) da non aver avuto tempo, fino ad oggi, di parlare di un argomento, eppure importante: i rapporti tra la Chiesa e l’Opus Dei.
Perché questo argomento? Perché lo scorso 11 Luglio, Padre Lombardi ha dichiarato – durante una conferenza Stampa  – che lascia l’incarico di portavoce del Papa, e il successore designato, che prenderà servizio in Agosto, è il giornalista statunitense Gregory Burke.
Fin qui, nulla di male. La notizia vera, è che Burke, non è solo giornalista, ma anche numerario dell’Opus Dei, la potente organizzazione religiosa che, da sempre, combatte una lotta – nella quasi totale oscurità dell’Informazione internazionale – a colpi di ortodossia, contro una Chiesa che invece, anche grazie all’avvento di Papa Francesco, diviene sempre più di larghe vedute e di modi liberali.
Forse non tutti sanno che, fu proprio Papa Giovanni Paolo Secondo a santificare Josemaría Julián Mariano Escrivá de Balaguer y Albás , fondatore dell’Opus Dei, molto vicino al regime franchista, flagellatore di se stesso – la sua cella conserva ancora le tracce del suo sangue, caduto in terra durante le auto flagellazioni – e impositore di un sistema religioso, le cui regole hanno spesso dell’assurdo.
La santificazione, da parte di Papa Wojtila, arrivò in tempi record. Troppo velocemente, per non pensare e riflettere.
Dell’Opus Dei si fa parte in diverse maniere. Come interni e come “simpatizzanti attivi”: i primi, vivono una vita al limite della clausura, specialmente per ciò che riguarda le donne, e prendono voti di povertà totale e di castità estrema. I secondi, denominati sopranumerari, possono essere sposati, ma aderire alla causa dell’Opus Dei, osservando anch’essi alcune delle regole prescritte.
A questo link, troverete un mio editoriale, che parla dell’Opus Dei, e del suo funzionamento, oltre che delle criticità di questa organizzazione.
Oltre ciò, proprio durante il lungo pontificato di Papa Giovanni Paolo Secondo, il portavoce del Papa fu un altro numerario dell’Opus Dei: Joaquín Navarro-Valls. 22 anni di carriera come portavoce vaticano.
A Navarro-Vals, succedette – come si sa – il gesuita Lombardi. Gesuita, come Papa Francesco.
Appare quantomeno singolare che, proprio in questo periodo storico, in cui la Chiesa apre a orizzonti del tutto nuovi, si proceda alla ricollocazione di un portavoce di vedute talmente ortodosse da far impallidire le flange più ortodosse della Chiesa cattolica.
Forse che si sia deciso di dare una stretta al percorso liberal-francescano di Papa Francesco? Si corre ai ripari, prima che il Papa arrivi a modificare del tutto l’assetto della Chiesa,  e l’incidenza che essa ha a livello mondiale?
Certo è, che la reintroduzione di un numerario dell’Opus Dei proprio nel ruolo di portavoce, fa riflettere, e non poco.
In questo Nuovo Disordine Mondiale, in cui tutto e il contrario di tutto sono resi possibili, non ci resta che attendere che gli eventi accadano, ma sempre con la mente accesa e il senso critico all’erta: non possiamo permetterci di mandare il cervello in blackout, se vogliamo sperare di poterci in qualche modo salvare da ciò che sta già accadendo da tempo, in maniera sempre più palese: la distruzione metodica di tutto ciò che ci faceva vivere protetti dalle consuetudini, e un terrore malsano, poco lineare, poco gestibile, che sta rendendo tutti noi, vittime di qualcosa a cui non sappiamo dare un nome preciso.
E’ il periodo storico peggiore che l’umanità abbia mai vissuto. Anche perchè, contrariamente ad altri terribili periodi storici, oggi le possibilità di annientare le masse, rapidamente, sono molte più di un tempo. E i metodi, sono talmente tanti, da non riuscire a controllarli e comprenderli tutti.
Non perdiamo la calma, e tentiamo di – almeno – sopravvivere a tutto ciò che avverrà. Perchè, a mio parere, siamo solo all’inizio di una nuova era, che non ha i connotati di qualcosa di positivo. Passare dai criteri del Nuovo Ordine Mondiale a quelli del Nuovo Disordine Mondiale, è il segnale che tutto potrà accadere, e solo e sempre, strategicamente, contro le masse.