IL PAESE NON CHIEDE ELEMOSINA

DI LUCA SOLDI

LUCA SOLDI

Questo Paese non chiede elemosina al governo a cui si è affidato.
Invece ancora una volta, mentre la maggioranza si affanna a spiegare la “manna” che ricadrà su tutti, dopo quel “SI” che dovrà per forza arrivare. Dopo la marcia indietro nell’inutile percorso del “dopo di me il diluvio”. Della personalizzazione estrema voluta da Renzi e Boschi. Ecco così che arrivano i dati ISTAT sullo stato dell’economia. Dati non catastrofici, per carità, ma sintomo che la stagnazione regna sovrana. Come al solito il passaggio negativo viene imputato ai fattori internazionali mentre c’eravamo abituati al segno più per il Jobs Act. La situazione che operai e imprenditori, dipendenti e disoccupati, hanno tutti i giorni sotto i loro occhi continua ad essere preoccupante. In un clima in cui la politica rimane ancora assente. Una situazione che rimarrà tale sono alla conclusione del voto per la riforma elettorale. Una vera e propria sorta di ricatto dalla quale non ci e’ dato sortire. Per i mali e le soluzioni dovremo dunque aspettare. Aspettare per le semplificazioni dalla burocrazia, aspettare per il vero cancro italiano, quello del nero, dell’economia sommersa, quello del mettere mano alle rendite improduttive. Di mettere in moto le vere grandi opere di cui c’è necessità: la cura del territorio, della “bellezza”. Il Paese caro presidente Renzi, non chiede elemosina, vuole riforme vere e non fatte sulle spalle dei suoi cittadini.