NON SEMPRE SO

 DI PADRE MAURIZIO PATRICIELLO
MAURIZIO PATRICIELLO
Non sempre so ciò che debbo fare, ma sempre ho bisogno di sapere che cosa non debbo assolutamente fare. La vita, per quanto breve, è sempre lunga. Gli incontri che facciamo durante la giornata possono essere belli e confortanti ma anche tristi e deprimenti. All’ inizio di una discussione o di una lite, nessuno può sapere come evolverà, come andrà a finire. Per questo la prudenza, l’ educazione, il rispetto non debbono mai mancare. Vieni coinvolto in un incidente stradale, hai ragione da vendere, l’ altro non ha rispettato lo stop, eppure impreca, si agita, minaccia. Chi è? Un violento? Un drogato? Occorre avere sangue freddo e tanta pazienza. Le parole vanno misurate, pesate. Meglio non esasperare gli animi. Ci sono sentimenti brutti, orripilanti, spaventosi che andrebbero cacciati via a pedate al loro primo apparire, ma che, sovente, vengono accarezzati, coccolati, accolti. L’ odio, l’ invidia, la gelosia sono dei veleni potentissimi che distruggono la famiglia, la società e colui li alberga in cuore. Purtroppo il portatore non sempre se ne rende conto e da questi acidi corrosivi si lascia deturpare il volto creato a immagine di Dio. La persona invidiosa, gelosa, astiosa non si accorge di essere caduta in una trappola. Di essere diventata prigioniera. L’ invidioso non vive la sua vita, ma quella dell’ altro. E lo insegue. Lo spia. Lo controlla. Legge in modo distorto le sue parole, i suoi gesti, le sue azioni. Gode delle sue sconfitte, soffre per i suoi successi. Confonde e si confonde. Non sempre so che cosa debbo fare, ma sempre so con certezza che cosa non debbo fare. E questo “qualcosa” deve diventare il binario sul quale viaggia il treno della mia esistenza. A questo “qualcosa” debbo essere fedele. Costi quel che costi, anche l’ offesa, l’ umiliazione, la calunnia. Non fare del male. Mai. A nessuno. Per nessun motivo. Questi imperativi mi sosterranno quando il prossimo non è facile da amare. Quando qualcuno si accanisce contro di me. In Sardegna, un anziano ha ucciso due fratelli quarantenni. Ha usurpato un diritto che nessuno gli aveva dato. Problemi ne avevano e dei peggiori. Questioni di eredità. Ma andavano affrontati con serenità, pazienza, intelligenza. Quasi sempre nelle liti tra vicini, parenti, amici c’ entra il denaro. Il dio mammona dal quale Gesù ci mise in guardia. Sembra che questo feticcio abbia una forza di attrazione incredibile. Non poche volte riesce ad ammaliare e rovinare anche le persone perbene. Sono convinto che questa attrazione pericolosa e insana sia una prova dell’ esistenza di Dio. È la dimostrazione che il cuore dell’ uomo non si accontenta mai. Che non è mai sazio. Che un vuoto spaventoso lo angoscia e lo avvilisce. Un vuoto che niente e nessuno potrà mai colmare. Un vuoto che ha la forma stessa di Dio, il solo Indispensabile. L’ anziano ha sparato. Ha ucciso. Ha spento due vite. Ha gettato nella disperazione tre famiglie e il paese intero. Lui ha perduto per sempre la serenità della sua tarda età. Un dramma enorme. Un’ azione assurda. Adesso già si sarà pentito. Già vorrebbe ritornare indietro. Ma indietro non si torna nemmeno di un istante solo. Possibile che questa elementare verità stenti ad essere compresa? Indietro non si torna, ma avanti si deve andare. E occorre farlo nel migliore dei modi. Avendo le idee chiare. Limpide. Sapendo quello che si vuole. Il tempo è sempre galantuomo. Basta sapere attendere. Tutto passa. Anche la rabbia e l’ esasperazione. La sete di giustizia non deve mai trasformarsi in sete di vendetta. Non sempre so che cosa fare, ma sempre so che cosa non fare. Mai fare del male all’ altro. Stefania è ritornata ieri con un pancione enorme. Era bella, raggiante, felicissima della gravidanza ormai agli sgoccioli. Solo pochi mesi fa era sconvolta. Quella gravidanza non programmata, il lavoro precario, il marito distratto e negligente l’ atterrivano. “ Come faccio?” ripeteva. “ Non lo so che cosa accadrà domani. Non so quanti e quali problemi potrai avere. Una cosa con certezza so: questo figlio non deve essere gettato. Se lo fai non potrai mai più ritornare indietro. Abbi il coraggio di farlo nascere e non te ne pentirai. Credimi: un giorno verrai a ringraziarmi”, le risposi. Ascoltò il consiglio di quel prete. Oggi è al settimo cielo. Non sempre so ciò che debbo fare, ma sempre ho bisogno di sapere che cosa non debbo assolutamente fare.