RILANCIARE L’ECONOMIA REALE DA SINISTRA

DI CLAUDIA BALDINI

CLAUDIA BALDINI
Alfred Marshall è è stato un grande economista inglese che fece scuola nel campo dell’ Economia politica , ancora oggi. Leggendo il suo testo , un classico nelle università ‘Economia Industriale’, si nota come Marshall cerca di delineare le figure moderne dell’economia in base ai suoi principi scientifici . Interessante davvero ho trovato la sua valutazione sulla funzione imprenditoriale. Ci si ritrova non solo le future teorie keynesiane, ( Keynes fu un suo allievo ), ma il comportamento imprenditoriale moderno rispetto al rapporto con la società. ‘‘Il chimico o il fisico certo si arricchiscono dalle loro invenzioni, ma tale arricchimento è raramente il motivo principale per cui lavorano… Gli imprenditori, similmente, hanno la stessa natura degli uomini di scienza; possiedono gli stessi istinti di inseguire e scoprire, e molti tra loro hanno la stessa capacità di essere stimolati a fare grandi ed addirittura febbricitanti sforzi di emulazione che non sono né sordidi né ignobili. Questa parte della loro natura è stata tuttavia a volte confusa con e oscurata dal loro desiderio di arricchirsi . . . E così tutti i migliori imprenditori vogliono ottenere denaro, ma molti di loro non sono tanto interessati ad esso per se stesso; lo vogliono principalmente come la prova più convincente per loro e per altri che hanno avuto successo nella vita” Da qui dipende la propensione per la Finanza sempre più marcata rispetto al reinvestimento in economia reale. Ora, quasi un terzo delle imprese italiane ha livelli di debito molto alti e sono quindi “sotto tutela” dal sistema bancario che ha negoziato dei criteri che impediscono di fatto gli investimenti. Partendo da ciò, che è un dato oggettivo, proviamo a ragionare sulla tanto richiesta uscita dall’euro. Molti sono convinti che senza euro tutta una serie di politiche diverse da quelle fatte nell’euro e che oggi ci fanno male, verrebbero attuate. E perché mai ?? Perché la spending review che manca oggi, figlia di connivenze politiche e incompetenza, dovrebbe tutt’ad un tratto materializzarsi? Perché le politiche monetarie espansive, figlie di una scelta politica vicina al potente settore bancario ed alla lobby dei creditori dovrebbero materializzarsi? Io non mi attendo nulla sugli investimenti finchè i mali cronici italiani di questo tempo non verranno eliminati: abolizione fiscal compact e spending review in primis. Ma una spending review non a tagli, ma che scovasse o eliminasse incompetenze e corruzione Ma se ciò non avviene ora , non avverrà nemmeno dopo. Non esiste un’ economia di mercato al mondo che sia competitiva senza la presenza, forte e vicina, di uno Stato che sostiene l’impresa con adeguati investimenti pubblici. Ma gli investimenti pubblici italiani sono costantemente al di sotto della media dell’Unione europea e ai suoi minimi da sempre dal dopoguerra, al 2,2% del PIL Beffa delle beffe, l’ultima legge di stabilità taglia nel 2016 la spesa in investimenti più di quella corrente: come volete che un imprenditore scommetta lui investendo se lo stesso Governo ha per primo paura di scommettere sul futuro? Non solo, ma ora che finalmente ci si accorge che il jobs act non era la soluzione di nulla , se non dell’impoverimento di diritti e lavoratori e che come si era detto sono gli investimenti creano economia e non i licenziamenti facili, più che mai le imprese dovrebbero trovate una giusta riforma fiscale e minori costi energetici. Ora date un’occhiata ai grafici sotto e ditemi che cosa sta facendo il governo per uscire da questa di fatto recessione perenne. Non basta chiedere flessibilità, non sarà la panacea in presenza di previsioni pessime dello stesso governo e di mancanza di un piano industriale del Paese. Dove si programmano investimenti reali per settore. Sono tutti capaci di fare tendenze senza opporvisi. Se qualcuno dice che il socialismo resta un utopia, mi dica a che serve ricostruire la sinistra. L’abolizione del fiscal compact e l’inversione della filosofia difensiva del Paese, presuppongono investimenti mirati e redistribuzione del reddito. Perchè la corda è ormai rotta o si investe e si ricostruisce economia reale chiamando le forze democratiche e le rappresentanze dei lavoratori al coinvolgimento e convergenza su un piano industriale, o non ci schiodiamo dallo 0 o 0,.  La povertà e la forbice tra ricchi e figli di ricchi e disoccupati, sottoccupati, precari, relativi figli, resta una voragine che non è solo ingiusta, ma non permette alcuna risalita. Ecco perchè i principi del socialismo , la presenza dello Stato attiva ,programmatrice per il benessere generale è l’alternativa unica da realizzare, per combattere il liberismo assassino.