LA STRANA AMICIZIA TRA HOLLANDE E TSIPRAS

DI DANIELA SANSONE
Daniela Sansone
I media francesi, nella giornata di ieri, hanno riportato la notizia della pubblicazione del libro di Antonin Andre e Karim Rissouli “Conversazioni private col Presidente Hollande” . Il libro raccoglie diverse conversazioni che si snodano temporalmente dal febbraio 2012 fino al maggio 2016, che i due autori hanno avuto con il presidente francese. Due capitoli del libro, sono dedicati ai nuovi rapporti che la Francia ha instaurato col governo di Alexis Tsipras. Si tratta di una “amicizia” che si è rafforzata all’indomani dell’accordo del 12 luglio. Come riportato dal quotidiano “Le Monde” quando Alexis Tsipras, nella primavera del 2012, chiese un incontro col presidente francese, costui si rifiutò categoricamente di incontrare il giovane leader greco. I suoi contatti in Francia, erano solo Jean Luc Melanchon e Pierre Laurent. Il presidente del PS francese non volle assolutamente avere nulla a che fare con lui: in Europa, il nome di Alexis Tsipras incuteva timore alle cancellerie europee, perché si pensava che il suo avvento al governo avrebbe fatto saltare gli equilibri politici costruiti in quegli anni, rimettendo in discussione l’idea di Europa, che nel frattempo, grazie ai dik tak di Berlino, era maturata. All’indomani della vittoria elettorale di Syriza, nel gennaio del 2015, il primo “atto” del capo dell’esecutivo greco, fu quello di organizzare un viaggio nelle capitali europee. Francia ed Italia, in primis. Alexis Tsipras, contava molto sull’appoggio della Francia, nazione amica della Grecia, soprattutto nel momento in cui avrebbe messo sul tavolo dei creditori europei, la questione della riduzione del debito. Forse più della stessa Italia. In quella occasione, Hollande accetta di avere un incontro con lui. “Hollande, ha voluto avere un dialogo con lui, per capire se era lì per riformare il suo paese e rimanere nella zona euro o se le sue intenzioni fossero altre” dissero fonti del Presidente francese. E dal canto suo, Alexis Tsipras, cercava di capire se la formazione di un fronte di paesi del Sud contro la posizione autoritaria di Berlino fosse possibile. Ma si rende conto rapidamente che l’asse franco-tedesco è destinato a prevalere. Nonostante gli inizi improntati sulla poca fiducia fra le parti, le cose mutano dopo il referendum. Una scelta, quella del governo di Atene, che venne accolta con molta tensione dai leaders europei e che vide, addirittura, scendere in campo a sostegno della posizione del “SI” i vari presidenti delle istituzioni europee, tra cui Schultz e Junker. Atteggiamento, che al contrario, non hanno tenuto in occasione del referendum sulla Brexit. La vittoria del NO al referendum, il discorso del Primo Ministro greco al Parlamento europeo e quello di Hollande tre giorni dopo il risultato referendario mutano completamente il quadro dei rapporti franco-ellenici e portano Hollande a definire “coraggiosa la scelta di Alexis Tsipras”di attuare un programma, ideologicamente lontano da quello di sinistra su cui era stato eletto. Il giovane premier, ottiene l’appoggio del gruppo socialista al Parlamento Europeo ma cosa ancor più importante, sa che ora Hollande è un interlocutore assai credibile, forse un nuovo “amico”. Il presidente francese, gioca un ruolo fondamentale anche la notte dei negoziati. E questo episodio, è raccontato nel capitolo 21 del libro “Aiutami ad aiutarti”: “Verso le 6.00 del mattino, le discussioni erano completamente bloccate. Qui ho pensato che sarebbe finita male perché Tsipras era al limite e ha detto che non poteva andare oltre. Abbiamo sbloccato la situazione con un incontro abbiamo tenuto con Tusk, Merkel, e Tsipras. Tsipras lascia negoziare la squadra e torna con una proposta per il Fondo per permettere finalmente l’accordo. È stato lui a sbloccare la situazione. Con il nostro supporto, ma l’ha fatto”. “L’amico Tsipras” titolo del capitolo interamente dedicato ai negoziati di Bruxelles, ha permesso l’accordo, facendo si che la Grecia rimanesse nella zona euro. mettendo davanti a tutti, l’interesse del suo paese e trasformandosi in uno Statista. La stampa greca, descrisse quella notte come la “notte in cui Alexis divenne Primo Ministro” Della mattina successiva, in molti hanno riportato l’immagine dell’abbraccio che il presidente francese ha dato ad Alexis, all’uscita del palazzo Justus Lipsius, dove dopo interminabili ore di negoziati, il giovane primo ministro aveva salvato il suo paese. Un abbraccio paterno? O un abbraccio di Giuda, come si espresse la stampa internazionale? Non possiamo saperlo, non sta a noi dirlo. Quello che sappiamo, forse, è che le socialdemocrazie europee hanno avuto una grande lezione di dignità politica dal partito Syriza: che si può costruire una politica europea migliore, senza perdere di vista i valori su cui l’Europa si fonda. Hollande, quasi alla fine della sua vicenda presidenziale, forse lo ricorderà.