SOTTO CHE TIR VIAGGI?

DI CARMEN VURCHIO
CARMEN VURCHIO
Due stranieri sono stati pizzicati mentre viaggiavano sotto due differenti tir. Già, non sopra ma sotto. Uno si è agganciato con le cinghie ed è stato a stretto contatto con l’asfalto, reso bollente dal caldo e dal traffico, per ben 400 chilometri, con l’autista del mezzo che accellerava, decellerava, sorpassava, si fermava nelle aree di sosta senza immaginare minimamente di avere un ospite sotto di lui, uno straniero pronto a tutto pur di raggiungere la sua meta, chissà quale. L’autista non dimenticherà facilmente questo viaggio sulla A1 e da domani, oltre a guardarsi le spalle, guarderà anche sotto il tir. Lo straniero invece deve ringraziare la polizia stradale di Frosinone che interrompendo il suo viaggio della speranza, gli ha dato una speranza di vita, facendolo ricoverare in ospedale.
L’altro straniero si era nascosto sotto un tir proveniente dalla Grecia e diretto a Civitavecchia. Voleva arrivare in Francia. Era sdraiato, non proprio comodamente, all’altezza del paraurti posteriore. Ora è in un centro d’accoglienza per extracomunitari.
Sembrano storie comiche, forse a qualcuno strappano anche un sorriso. “Ma guarda questi! Cosa sono disposti a fare, per scroccare un viaggio!”
Cosa sono disposti a fare. E’ questo che deve far riflettere. Arrivano a legarsi sotto un tir con le cinture, neanche fossero pacchi postali senza alcun valore. Rischiano tutto perché non hanno niente. E a volte fanno paura proprio per questo. Chi nulla ha potrebbe essere pronto a tutto, non avendo nulla da perdere. Paure fondate in alcuni casi e assurde in altri.
Chi in questo periodo ha percorso le autostrade italiane sa quanto sia difficile sopportare un viaggio in auto, tra code, deviazioni per lavori, rallentamenti in prossimità dei caselli, afa, asfalto bollente. Bisognerebbe immaginarsi al posto di colui che il viaggio lo ha fatto legato sotto al tir. Chi avrebbe resistito quattro ore? Al massimo quattro minuti. Il passeggero clandestino era motivato e quella era la sua unica possibilità di viaggiare da invisibile. Un sacrificio quasi mortale che ha portato altri prima di lui a tentare l’impresa e che porterà altri a ripeterla dopo di lui.
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