CALCIO NAPOLI “QUI CONFUSIONE ORGANIZZATA”

DI VINCENZO PALIOTTI

PALIOTTI

“Confusione organizzata” cioè quella che è stata fino ad ora la campagna acquisti del Napoli che stenta a decollare e dare a tutto l’ambiente una scossa che possa far uscire tutti dallo choc della cessione Higuain. Questo stato di cose ha certamente condizionato la prima gara di campionato dove la squadra è apparsa quasi disorientata. E una parte dei motivi non si possono scindere dal modo di sostenere la campagna acquisti che, in un ambiente regolare, dovrebbe interessare il “di più”, ovvero completare la panchina e cedere i calciatori in “eccedenza” e non certo qualche “titolarissimo” come invece sta accadendo. Partiamo da Insigne che si dichiara scontento perché, a suo dire, dopo un’annata molto positiva si aspettava un ritocco al suo “stipendio”, cosa ormai divenuta consuetudine da giocatori e/o procuratori. Koulibaly, autore di una stagione fantastica, protagonista di una querelle con la società per una dichiarazione del giocatore pubblicata su un giornale francese per la quale De Laurentiis aveva minacciato una denuncia e addirittura una richiesta di danni, creando quindi disagio, “ad arte”, e malumore del senegalese per il quale il Chelsea di Conte avrebbe offerto la bella somma di 55 milioni di euro e sappiamo tutti quanto sia “sensibile” il presidente di fronte a certe “cifre”, Higuain e Cavani docet. Le voci insistenti sulle richieste del Napoli sul Torino per Maximovi suonano pertanto come un rimedio per la partenza del senegalese, per il quale il presidente, per mantenere buona la piazza, è ricorso al solito “metodo Allodi”. Si attende anche la collocazione di Gabbiadini, che pare sia destinato in Inghilterra e neppure più in cambio di Kalinic. E se andiamo alla prima gara, e non solo, vediamo come proprio questi tre siano mancati “all’appello” col Pescara.Mentre la trattativa per il croato Rog, data per certa, si è arenata perché il giocatore ha richiesto di più di quanto si era stabilito all’inizio della trattativa. Una squadra quindi ancora da ottimizzare nel suo assetto e questo certamente pregiudicherà le gare che attendono la squadra di Sarri. Quando si parla crescita si intende anche in questo, non solo sul campo ma anche come società, e questo è ancora al di là da venire. E’ infatti quanto meno inopportuno che Sarri metta in campo una squadra dove due o tre elementi, in ruoli di primo piano, sono in discussione e con i quali si sono creati dissidi e malumori. Si spera che tutto venga presto chiarito e che ritorni l’armonia e la voglia di lavorare e di migliorare il campo, ma si spera che anche la società faccia la sua parte mostrando una crescita ed una maturità che, almeno secondo chi vi scrive, non c’è ancora e pare invece che si sia intrapresa una strada che porterà ad una situazione di stabilità economica ma che non intravede quella degli investimenti, nonostante le cifre incassate, per migliorare il “prodotto” e portare il fatturato ai livelli che permettano al Napoli di competere in campo nazionale ed internazionale. Non si può sperare in una candidatura agli Oscar producendo solo cinepanettoni, e chi vuole capire capisca.