CALCIO IL TRISTE MERCATO DELLA FIORENTINA

DI STEFANO ALGERINI

STEFANO ALGERINI

Mutazione genetica del tifoso viola Arrivato al termine il solito mercato eterno si può fare un bilancio per quanto riguarda la squadra viola, ma anche sullo strano caso dei suoi tifosi… Si può cominciare col dire che “mastro” Corvino in fatto di vendite è sempre, per distacco, il numero uno in Italia e dintorni. I giocatori che è riuscito a piazzare sono talmente tanti che è anche difficile dare il numero preciso, comunque sicuramente oltre i trentacinque: siamo quasi nel metafisico. E se per gran parte si tratta di “minutaglia” c’è anche il pesce grosso Alonso che porta da solo una plusvalenza da vertigine. Considerando poi l’alleggerimento violento del monte ingaggi è probabile che stasera Don Diego Della Valle abbia stappato una bottiglia di quello buono. Tutto bene allora, grandi feste e larghi sorrisi? Beh, non proprio per tutti. I tifosi ad esempio forse felicissimi non dovrebbero essere. Infatti alla endemica mancanza del terzino destro (una specie di maledizione atzeca !) si aggiunge ora anche quella del sinistro. E’ vero che sono arrivati una serie di carneadi tra i quali è quasi sicuro che almeno uno si riveli discreto se non buono, però allo stato attuale l’impressione è di trovarsi davanti a due voragini difficilmente colmabili. E invece succede una cosa sorprendente: il tifoso viola che già nel corso degli ultimi anni aveva dato segni di vistosi cambiamenti ha completato la sua mutazione genetica: e non si arrabbia! D’accordo, i tempi della cessione di Baggio quando la città fu messa a ferro e fuoco per due giorni e due notti erano già un ricordo lontano, però fino a poco tempo fa ancora resisteva una sacca di persone a cui la cessione del giocatore migliore scocciava. E parecchio. Adesso invece alla gran parte del popolo (non proprio la totalità ma quasi) brillano gli occhi per i conti in ordine, una plusvalenza come quella di Alonso genera reazioni orgasmiche, i libri contabili sono affascinanti come un tiro all’incrocio dei pali. Come è stato possibile tutto ciò? Qual è stata la formula magica che ha trasformato la curva Fiesole nel circolo Pickwick? Difficile dirlo, certo il fallimento, la retrocessione nell’allora C2 e la sensazione che i Della Valle fossero i cavalieri venuti a salvare la città dalla catastrofe sono eventi che hanno pesato parecchio. Ma c’è stato anche sicuramente un graduale crollo di quella passione violenta, sanguigna, ferina che strappava persone normali ad una tranquilla domenica con mogli, fidanzate, concubine per correre a vedere un Fiorentina- Vicenza sotto la tempesta. Partita che poi immancabilmente finiva con uno sconsolante 0-0. Ora si dice: “andiamo a vedere uno spettacolo”. Visione molto americana, molto stilosa (forse) ma anche parecchio triste. E poi quanto potrà durare? Non molto probabilmente, ed infatti già adesso a tre quarti campionato lo stadio è pieno a metà ed anche meno. Ed anche se poi i conti tornano l’effetto eco delle grida del portiere sugli spalti vuoti fa tristezza, c’è poco da fare.