FRAUKE PETRY, IL VOLTO DELLA DESTRA RADICALE TEDESCA

DI MARISA CORAZZOL
MARISA CORAZZOL
Il partito xenofobo « Alternative für Deutschland (AfD) » ha vinto la sua scommessa domenica 4 settembre nel Land di Meclemburgo – Pomerania occidentale , avend superato la CDU di Angela Merkel.
Frauke Petry, la Presidente dell’ « AFD » si è congratulata per lo « schiaffo » alla cancelliera federale. La Petry, che ha compiuto 40 anni lo scorso 1° giugno 2015, ha così iniziato una nuova vita. Imprenditrice in Sassonia e impegnata nell’ “AFD”, ha divorziato dal padre dei suoi quattro figli, un Pastore della Chiesa Evangelica. In una lettera inviata ai membri del suo partito lo scorso ottobre ha ufficializzato la sua relazione con Marcus Pretzell, un responsabile regionale de “l’Alternative für Deutschland” in Renania del Nord – Westfalia. «Quel che ci lega rappresenta molto di più di una banale relazione di amicizia ». Quasi contemporaneamente , la separazione dal marito è stata caratterizzata da un’altra rottura: Frauke Petry ha preso la guida dell’ “AFD”, superando il fondatore del Movimento, Bernd Lucke. Oggi, quindi, incarna il nuovo populismo tedesco ed è una reale minaccia per Angela Merkel.
Con il 20,8% dei voti, il suo partito ha infatti superato la CDU della cancelliera proprio nella sua circoscrizione elettorale : il Meclemburgo – Pomerania occidentale, dove, tuttavia, hanno vinto i Social-democratici dell’ « SPD ».
Dopo il successo elettorale conseguito nel mese di marzo scorso in altri tre lander e dopo aver incassato il 24% in Sassonia-Anhalt, l’AfD siederà in 9 dei 16 parlamenti regionali. Frauke Petry, la co-presidente, si è congratulata del successo conseguito dichiarando : «Gli elettori hanno respinto chiaramente la politica disastrosa di Angela Merkel in materia di immigrazione. Abbiamo, quindi, rispedito al mittente la “CDU”.
Frauke Petry applica una ricetta che ha già riscosso successo altrove : paura del declino, paura dell’Islam, difesa «dei piccoli contro i grandi» e denuncia delle élite. L’AfD trae risorsa elettorale dagli ex astensionisti. «Gli altri partiti si sono fatti male da soli», afferma Frauke Petry. «Da decenni ormai i vecchi partiti non hanno saputo sviluppare alcuna visione politica, hanno vissuto sugli allori del passato e si sono resi dei veri e propri cannibali. C’è quindi spazio per una nuova forza politica. L’AfD è un partito democratico e noi siamo riusciti laddove altri hanno perso prima di noi », negando al tempo stesso qualsiasi somiglianza con il “Front National” francese.
Frauke Petry vuole tuttavia rassicurare i tedeschi : conservatrice ma moderna. Confonde le piste e rifiuta le «etichette» che si danno all « AFD ». «Ci vogliono diabolizzare», ripeteva, a fine febbraio, in campagna elettorale a Backnang, nel Bade-Wurtemberg. «Ci descrivono ostili all’Europa. Ma perché una tale diffamazione? Perché non si vuole parlare dei problemi dell’ Unione Europea.»
Oltre la « vittimizzazione » il resto del suo ragionamento è difficile da seguire. Frauke Petry non è certamente ancora una brillante oratrice, come non lo era il suo predecessore, Bernd Lucke che, con altri Docenti di Economia, aveva fondato l’ “AFD” per contestare e combattere la “moneta unica” ed il piano di “salvataggio” della Grecia. «troppo caro per i contribuenti tedeschi». Frauke Petry ha, invece, abbandonato il terreno « economico » divenuto- a suo avviso – oramai elettoralmente sterile di contenuti per concentrarsi sul problema dell’ immigrazione.
La crisi dei rifugiati è stata, pertanto, l’innegabile « carburante » per il partito anti immigrazione durante la tornata elettorale di ieri. Elezioni che si sono svolte esattamente un anno dopo la decisione di Angela Merkel di aprire le frontiere della Germania alle decina di migliaia di profughi bloccati in Ungheria.
Frauke Petry, che è stata all’origine della polemica sull’accoglienza dei profughi e dei rifugiati, e che ha anche suggerito che la polizia «se necessario, facesse uso delle armi per impedire ai migranti di entrare in Germania», può rifiutare quanto vuole di essere considerata una “nazista”, ma è evidente che va a caccia di consenso negli strati della società tedesca che vive ai margini e che sconta duramente sulla propria pelle la crisi economica, la disoccupazione e la miseria sociale e culturale. L’anno scorso, Frauke Petry faceva parte di quel gruppo di persone « pronte ad ascoltare e a tendere la mano » del Movimento « Pegida ». Le loro manifestazioni «contro l’islamizzazione dell’Occidente» sono nate a Dresda, in Sassonia, il Land in cui la Petry si è imposta ed in cui è stata eletta al parlamento regionale, dal 2014.
Come Angela Merkel, Frauke Petry rappresenta le due Germanie. E’ nata a Dresda, nell’ex Germania dell’ Est, nel 1975. Suo padre è un Ingegnere e sua madre una Chimica. Ha appena 14 anni quando suo padre, approfittando di un viaggio d’affari, fugge nella Germania dell’ Ovest. La famiglia lo raggiunge dopo la caduta del Muro di Berlino. Comincia una nuova vita. In Renania del Nord – Westfalia, dove la famiglia si è stabilita, Frauke ha lasciato il ricordo di una «prima della classe». Studia Chimica e nel 2007, con sua madre, fonda a Leipzig, una Società specializzata nella fabbricazione di pneumatici. Nel 2013, sebbene “laureata » di molti riconoscimenti in qualità di imprenditrice, la sua « Piccola, Media Impresa » fallisce. E’ quindi ora, per Frauke Petry, di investirsi totalmente in politica, cosa che sogna da molto tempo e che può adesso realizzare.
A un anno dalle elezioni politiche, i populisti possono ora sperare di diventare la terza forza politica della Germania, dietro la CDU e l’ SPD. Nei sondaggi nazionali, l’ AFD è dato infatti al 12% delle intenzioni di voto, quanto basta e avanza per entrare al Bundestag, il Parlamento federale. «Dicono sempre che non siamo capaci di governare. L’onestà consiste nel dire che un partito nato appena tre anni fa ha ancora molto da imparare», ha affermato Frauke Petry lo scorso mese di febbraio. «Ma noi impariamo in fretta (…). Saremo capaci di governare prima di quanto possano immaginare.»
Ufficialmente, la Petry dovrebbe condividere la sua leadership con altri. Ma lei è la più abile e la più furba. Paziente, ha anche costruito dei legami di « prossimità » con molti militanti per garantirsi il loro sostegno, mentre il suo ex avversario, Bernd Lucke, disprezzava apertamente il loro “dilettantismo”.
Ma la questione che riguarda la candidatura alle elezioni politiche del 2017 divide l’ AFD. Il successo del partito ha “stimolato gli appetiti” e aggravato le tensioni interne. Frauke Petry è contestata soprattutto dal co-presidente del partito, Jörg Meuthen, mediaticamente meno conosciuto di lei, ma abbastanza in forza grazie al suo successo alle regionali nel Bade-Wurtemberg. E in un partito maschilista e conservatore, il profilo di Meuthen conta.
Se ne riparlerà, dunque, l’anno prossimo, quando il partito avrà indicato il candidato prescelto per rappresentarlo alle elezioni. Intanto, i due co-presidenti hanno affermato la loro reciproca volontà di lavorare insieme.
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