MIGRANTI: LA DENUNCIA DI OXFAM, “OGNI GIORNO 28 MINORI MIGRANTI SCOMPARSI IN ITALIA”

DI ANNA LISA MINUTILLO

ANNALISA MINUTILLO

Il rapporto della ong regala uno spaccato del dramma di bambini e ragazzi arrivati da soli sulle nostre coste. Il loro numero è raddoppiato durante l’ultimo anno e il sistema di accoglienza mostra tutte le sue falle per adempiere a queste esigenze.
Spesso da soli, oppure nelle “grinfie” di trafficanti e truffatori di ogni genere, vengono spinti a lasciare le loro famiglie con l’offerta e la speranza custodita gelosamente di poter avere una vita migliore. Nell’ultimo anno, denuncia la ong Oxfam, è raddoppiato il numero di minori che raggiungono l’Italia da soli: “Secondo i dati UNHCR, dal 1 gennaio 2016 ad oggi, ben il 15 per cento di tutti i migranti arrivati in Italia viene rappresentato da bambini e ragazzi che hanno viaggiato da soli . All’interno dei flussi migratori si può vedere come sia in costante aumento questo dato : circa la metà di tutti i rifugiati a livello mondiale sono appunto minori non accompagnati.
In Italia, scrive Oxfam, “ormai quasi esclusivo punto d’arrivo dei flussi migratori diretti verso l’Europa, dopo la chiusura della rotta balcanica e l’accordo tra Unione Europea e Turchia, al 31 luglio 2016 erano sbarcati 13.705 minori soli, con un incremento di più del doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (basti pensare che, in tutto il corso del 2015, ne erano arrivati 12.360). Secondo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, circa il 40 per cento dei minori non accompagnati ( che corrisponde al numero di quasi 4.800) si trova attualmente in Sicilia. L’attuale normativa prevede che i minori soli vengano automaticamente messi in carico ai servizi sociali dei cosiddetti “comuni di rintraccio”, cioè i Comuni in cui di fatto approdano”.
Oxfam denuncia come il sistema sia inadeguato e pieno di lacune tanto che ben 28 al giorno sono i bambini e ragazzi che si allontanano dai centri in cui sono ospitati e scomparendo. Nei primi sei mesi del 2016 quelli per i quali è stato segnalato l’allontanamento sono stati ben 5222. Sono minori di cui semplicemente si perdono le tracce, la maggior parte egiziani , somali ed eritrei Lo sforzo di società civile, comuni e regioni, osserva Oxfam, non è sufficiente per tamponare l’inadeguatezza dei centri “hotspot” realizzati dall’Unione europea e dalle autorità italiane per registrare i nuovi arrivi e velocizzare le procedure di respingimento ed espulsione. I minori vengono a ritrovarsi all’interno di strutture sovraffollate, dove mancano i servizi minimi sia per gli adulti sia per i minori e molti di loro restano in questa situazione fino al compimento dei 18 anni di età. Non va meglio a chi viene trasferito in comunità di prima accoglienza per i minori e Oxfam continua a raccogliere denunce di trattamenti inadeguati o contrari agli obblighi di legge. In questo modo anche se senza aiuti e mezzi di sostegno i  minori optano per la fuga. Nelle voci che Oxfam ha raccolto si coglie la determinazione che questi ragazzi hanno per riuscire a raggiungere il Nord Europa, affidandosi sull’aiuto di comunità che risiedono già all’ estero. Altre volte invece è la forza della disperazione che li porta a fuggire da centri di accoglienza che ricordano più delle prigioni in cui non riescono a sentirsi tutelati.
I ragazzi lamentano anche di non venire informati della possibilità di presentare richiesta di asilo o del diritto di avere un tutore legale, ossia qualcuno che agisca nei loro migliori interessi e che tuteli i loro diritti. L’assegnazione di un tutore però può richiedere anche diversi mesi.
Coloro che compiono 18 anni vengono semplicemente cacciati dai centri in cui soggiornavano, finendo così anche loro in mezzo a una strada. Dato che tra dieci giorni i governi di tutto il mondo si incontreranno alle Nazioni Unite a New York per definire il loro impegno concreto per le persone costrette a fuggire è arrivato il momento di chiedere loro di cambiare il destino di queste persone, in modo concreto e soddisfacente per poter regalare loro ancora una speranza che non muoia in mezzo al mare come accade a molti di loro, o dimenticata in qualche angolo del mondo.