VENEZIA 73. BELMONDO LEONE D’ORO ALLA CARRIERA CON VAGA TRISTEZZA

DI MICHELE ANSELMI
MICHELE ANSELMI
Jean Paul Belmondo al Lido per ricevere il Leone d’oro alla carriera. Pochi i giornalisti nella sala delle conferenze stampa, molti gli applausi di incoraggiamento. Bebél zoppica ancora vistosamente per gli effetti dell’ictus, fatica a salire un gradino col bastone, farfuglia un po’ rispondendo alle domande. Che vertono tutte o quasi sul suo passato di adorabile canaglia. Lui, criniera di capelli bianchi e impeccabile giacca blu, sta al gioco, prova a raccontare qualche aneddoto su De Sica, ricorda la sua prima volta alla Mostra, dice una carineria su Delon, parla di quel giorno che volò sopra Venezia appeso a un elicottero, cita Godard, soprattutto sorride, molto, a tutti, un po’ svanito. “Non penso mai al passato. Domani domani domani”. Et voilà.