PREMIO CAMPIELLO 2016 A SIMONA VINCI. PER I GIOVANI VINCE UNA LICEALE MILANESE

DI ELENA PINTORE
ELENA PINTORE
Con 79 voti i 300 lettori anonimi che compongono la giuria del Premio Campiello, hanno decretato la vittoria della 54° edizione la milanese Simona Vinci con il libro “La prima verità”, edito dalla Einaudi.
Dopo 6 anni dalla vittoria di Michela Murgia, il premio si tinge nuovamente di rosa.
La scrittrice Simona Vinci non è alla sua prima esperienza nella competizione letteraria, negli anni precedenti si è classificata per tre volte tra i finalisti ma è con un romanzo che corre lungo il filo sottile della follia che ha ottenuto il riconoscimento della giuria popolare.
La storia raccoglie racconti di personaggi legati dal comune denominatore della malattia mentale.
L’Io narrante è Angela, una ricercatrice italiana che nel 1992 sbarca sull’isola di Leros, “un’isola manicomio” dove un regime dittatoriale aveva deportato gli oppositori politici di tutta la Grecia, facendoli convivere con i malati di mente.
Quelli di loro che non sono nel frattempo morti sono ancora tutti lì, trasformati in relitti umani, ridotti ad un archivio di anime e sarà a questi che verrà data una voce nelle pagine del libro.
Il titolo suggerisce la ricerca di una verità assoluta alla quale il lettore si avvicinerà attraverso lo scorrere delle storie degli sconfitti e dei dimenticati.
Simona Vinci, classe 1970 nasce come traduttrice per poi iniziare nel 1997 la sua produttiva carriera di scrittrice.
Il suo esordio avviene con il libro “Dei bambini non si sa niente”, edito sempre dalla Einaudi che le fa ottenere il Premio Elsa Morante nel 2000 e successivamente tradotto in dodici paesi.
Collabora con vari quotidiani nazionali e ha lavorato come autrice di programmi televisivi e radiofonici.
All’attivo ha pubblicato 14 libri pubblicati in quindici paesi.
Per la categoria Giovani il Premio è stato assegnato alla liceale 17enne Ludovica Medaglia con il romanzo nostalgico sentimentale Wanderer (Viandante).
La storia è incentrata su un vecchio pianista che tempo addietro aveva anteposto l’amore alla carriera, rinunciando al successo a cui era predestinato e che trascorre i suoi ultimi anni preparando necrologi di se stesso.
Grazie ad una riconquistata passione per la musica l’artista ritorna alla vita. Sarà la musica a caratterizzare la narrazione scorrendo sulle sulle note della musica schubertiana.
La premiazione dell’edizione 2016 è stata trasmessa su RAI 5 e la conduzione è stata affidata alla coppia di mattatori Geppi Cucciari e Neri Marcorè che hanno dato brio e introdotto una ventata di novità nella manifestazione.
Al secondo posto, con 64 voti, si è classificata Elisabetta Rasy con “Le regole del fuoco” (Rizzoli), al terzo Andrea Tarabbia con “Il giardino delle mosche” (Ponte alle Grazie, 62 voti), al quarto Luca Doninelli con “Le cose semplici” (Bompiani con 41 voti), mentre al quinto Alessandro Bertante con “Gli ultimi ragazzi del secolo” (Giunti, 34 voti).
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