INTERNET? UNA PISTOLA: STA A NOI SAPERLA USARE

DI CARMEN VURCHIO
CARMEN VURCHIO
Ogni volta che un essere umano arriva a togliersi la vita, si punta il dito contro qualcuno o qualcosa, e lo si fa a pezzi. A volte giustamente, altre no. Noi giornalisti, poi, coi “mostri”, veri o presunti, ci andiamo a nozze. E spesso sbagliamo.
La tragica fine di Tiziana, la 31enne che si è suicidata, probabilmente a causa di un suo video hot, finito sul web, ha fatto scatenare l’ira dei più, contro il nemico del secolo: internet. Ma è veramente il web l’omicida?
– Tiziana aveva 31 anni, un anno in meno quando il video è finito in rete.
– In quel video si sente la voce di un ragazzo, probabilmente il suo. Lei sapeva che la stava riprendendo, perché dice: “Stai facendo un video? Bravo”. Non avrebbe dovuto permetterlo. Non si fanno video simili nell’era dei video. Non si fanno. E’ pericoloso. In un attimo finiscono in rete. Basta litigare col fidanzato, basta un momento di gelosia, di rabbia, di voglia di giocare col destino altrui. La fine, in un clic. Quindi Tiziana è stata superficiale, è vero. Ma ha pagato un prezzo troppo alto per un errore che tutti possono commettere, e che altri hanno commesso prima di lei. L’errore più grande lo ha fatto chi quel video lo ha messo in rete, rendendo pubblico un momento privato.
– “Stai facendo il video? Bravo”. E’ questa la frase che ha fatto il giro del mondo virtuale. C’è chi l’ha usata per video musicali, chi come parodia, chi alternata alle immagini di “Cinquanta sfumature di grigio” e chi per sfottere. Non si può fare di tutta l’erba un fascio. Ci sono persone che con internet ci lavorano e ci campano anche bene. Vivono di visualizzazioni. Quelli bravi sono professionisti e vanno rispettati in quanto tali, anche se non sono iscritti a un albo e sono allergici alle regole. Hanno fatto quello che fanno da sempre con frasi o immagini che diventano tormentoni sul web. Hanno creato il loro prodotto. Gli ignoranti, però, e sul web ce ne sono tanti, quelli andrebbero puniti e in modo severo. Sono questi ultimi ad aver rovinato la vita di Tiziana, a renderla una donna fragile, tanto da spezzarsi. Chissà quante umiliazioni ha dovuto subire. Chissà quante volte si è mangiata le mani per aver pronunciato quella maledetta frase, per essersi fatta riprendere, magari per aver fatto di tutto pur di accontentare il suo amore, per non deluderlo, per non perderlo. Trasformata dalla massa, in una donna dai facili costumi. Divenuta famosa contro la sua volontà. Messa in croce per aver fatto ciò che le coppie fanno: sesso. Una donna normale, colpevole di essersi fidata della persona sbagliata.
– Il web senza regole uccide? Il web è bello perché è senza regole. Regolamentarlo vuol dire togliergli l’ossigeno. E’ chi lo usa a doversi porre dei limiti, per il bene di tutti.
– Errare è umano ma sbagliare sul web è diabolico. Bisogna essere pronti a pagarne le conseguenze, perché la prova dell’errore rimarrà in rete per sempre. Per fortuna, però, non rimarrà per sempre impresso nella memoria della massa, dato che resetta periodicamente. Massa sempre pronta a uccidere con l’arma del finto perbenismo. Massa di ignoranti. E’ chi non si identifica in questa descizione, che ha il potere di cambiare le cose. Non servono Autorità, Garanti o leggi. Basta usare la testa e se è vero che il web è frequentato da tanti stupidi, è altrettanto vero che lo usano anche i geni e, per fortuna, milioni di persone normali, quelle con il cervello perennemente in funzione. La parte buona del popolo della rete.
– Internet è una pistola, diceva qualcuno. Occorre saperla usare. Chi non lo sa fare, deve stare lontano da questo mondo, bello quanto pericoloso, istruttivo quanto distruttivo.
– Ciò che è accaduto a Tiziana dev’essere d’insegnamento per tutti, nessuno escluso. Ora però, questa giovane donna, deve poter riposare in pace. Internet lo sa. Non resta che convincere la parte cattiva del popolo della rete a concedere alla vittima il sacrosanto diritto di essere dimenticata dal web e ricordata solo da chi le ha voluto veramente bene.
foto di Carmen Vurchio.
foto di Carmen Vurchio.