INSEGNANTI SPEDITI COME PACCHI IN DESTINAZIONI LONTANE DALLE LORO CASE E FAMIGLIE

SUSANNA SCHIMPERNA

DI SUSANNA SCHIMPERNA
Sto raccogliendo le lamentele (non giustificate, di più) degli insegnanti spediti come pacchi in destinazioni lontane dalle loro case, dalle loro famiglie, da tutto quello che amano.
Questa mobilità forzata ai danni di persone che guadagnano due lire e non hanno nemmeno diciott’anni, è talmente brutta che dovremmo ribellarci.
Che ragionamento c’è dietro? L’idea che pur di avere uno straccio di stipendio devi baciare per terra dalla riconoscenza e accettare tutto?
Siamo schiavi? Ci siamo rassegnati ad essere schiavi?

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