JOVANOTTI, A 50 ANNI A CHE ORA VAI A DORMIRE?

DI CARMEN VURCHIO

CARMEN VURCHIO

Non ci credo. Jovanotti il 27 settembre compie 50 anni. Incredibile.
A guardarlo, sembra che per lui il tempo non passi. E’ sempre uguale. Stesso sorriso, stessa faccia da bravo ragazzo, stessa positività che aveva negli anni ’80. Certo ha la barba e qualche ruga in più, ma non è poi così diverso da allora, quando faceva il dj in tv.
Come non sopportavo quel ragazzino un po’ “fuori di melone”, che non stava mai fermo. Quanto detestavo il fatto che le sue canzoni (che definivo allora canzonette) mi entrassero in testa in un attimo.
Gimme five…Sei come la mia moto, sei proprio come lei…Sono un ragazzo fortunato, perché m’hanno regalato un sogno…
“Ecco – pensavo – a lui hanno regalato un sogno, a me un incubo”.
Poi, col tempo, tutto è cambiato. E’ cambiato lui e sono cambiata io. E così ho iniziato a volermele ricordare le sue canzoni, mentre quelle del passato sono divenute, mio malgrado, colonne sonore di parti importanti della mia giovinezza.
Forse deve la sua celebrità a Cecchetto. O forse deve solo dirgli grazie perché ha permesso che si accendessero i riflettori sulla sua creatività. E’ stato uno dei primi a fare rap in Italia (per la BBC il primo). Cosa non da poco. E continua a mietere successi da trent’anni. In poche parole, non si annoia e non annoia.
Era energia quando faceva il dj e non andava a dormire prima delle sei, ed è energia oggi che magari, data l’età, va a dormire un po’ prima.
« C’è un film di Pasolini dove Orson Welles dà una definizione di Fellini e io immodestamente a volte sogno di aderire a quella definizione: egli danza. Se si dicesse di me mi sentirei molto onorato da questa definizione. Jovanotti: egli danza! »
(Jovanotti, intervista speciale del TG1, 5 maggio 2013)

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