I FIGLI SI AMANO E SI ACCETTANO COSI’ COME SONO

DI OLIVIA GOBETTI

silvia-gobetti

I figli si amano. Punto. I figli si debbono accettare così come sono. Per un genitore degno di questo nome, non ne esistono di serie B. Quei figli, considerati essere “figli di un Dio minore” che ci ha voluti diversi , nel fisico o negli orientamenti sessuali, provengono tutti dalla medesima Fonte. Non esiste imperfezione alcuna nella perfezione del Creato. Se c’è, soggiorna nelle nostre paure che si rifiutano di accogliere qualcosa che sfugge al conosciuto o alla cosiddetta “normalità”.
I genitori che, pochi giorni fa a Roma, nell’ormai nota Gay Street, a un passo dal Colosseo, hanno aggredito la propria figlioletta sedicenne e la di lei fidanzata, a loro avviso colpevoli di un amore lesbo, sono stati mossi da quella paura.
Omofobia è un termine dal quale tutti noi prendiamo le distanze per non rischiare il linciaggio verbale. Lo facciamo a parole o, per meglio dire a chiacchiere, finché la vita non ci chiede una dimostrazione nei fatti. Solo in questo caso, siamo costretti a tirar fuori le palle o, al contrario, mostrare al mondo la nostra vulnerabilità.
Ecco, il comportamento esecrabile dei genitori della teenager romana, proviene da quel tipo di paura, quella che la società non vuole riconoscere e che condanna, pur se in essa si nascondono le stesse radici, frutto di una cultura ipocrita e bacata.
Sedici anni, se si escludono casi particolari, sono pochini per affermare senza alcuna ombra di dubbio una definitiva identità sessuale. Le donne, anche quelle che si dichiarano essere completamente etero, possono, di quando in quando, avere fantasie sessuali su altre immagini femminili, senza alcuna ripercussione negativa nella vita privata. C’è chi sostiene che il lesbismo sia latente in ognuna di noi e che dorma indisturbato nel nostro inconscio.
Agire a gamba tesa nei confronti di una giovanissima, significa toglierle la possibilità di scandagliare la propria sessualità con l’anima a piedi scalzi, libera dalle costrizioni esterne. E questo, a mio giudizio sarà, nel tempo, il danno più grave di cui i due genitori dovranno render conto alla propria figlia.

images25bc42r7