REFERENDUM, ENTRIAMO NEL MERITO DELLA RIFORMA

DI FABIO VENNERI

FABIO VENNERI

“Bisogna entrare nel merito della Riforma!” Ci viene ripetuto come un mantra, allora proviamoci:

Una delle ragioni “forti” di coloro che la sostengono è dovuta al fatto che con le nuove competenze del Senato, la Camera non verrà intasata da proposte di legge, avendo tempi rapidi per approvarle e velocizzandone l’iter.
Ma ciò è vero? Non proprio.
Infatti l’art.71 della Nuova Costituzione dice: […]Il Senato delle Autonomie può, con deliberazione adottata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, richiedere alla Camera dei deputati di procedere all’esame di un disegno di legge. In tal caso, la Camera dei deputati procede all’esame e si pronuncia entro il termine di sei mesi dalla data della deliberazione del Senato delle Autonomie[…].
Ora ipotizziamo due maggioranze diverse fra Camera e Senato, cosa non impossibile visto che la composizione del Senato rappresenta le varie maggioranze presenti nelle Regioni, a questo punto il Nuovo Senato potrebbe richiedere alla Camera “ procedere all’esame” non di uno ma di centinaia di disegni di legge, e quest’ultima avrebbe l’obbligo di discuterli “ entro il termine di sei mesi”.
A questo aggiungiamo che l’art.72 “Il Governo può chiedere alla Camera dei deputati di deliberare che un disegno di legge sia iscritto con priorità all’ordine del giorno e sottoposto alla votazione finale entro sessanta giorni dalla richiesta[…]”
A tutto ciò si dovrebbero aggiungere le discussioni sulle leggi ordinarie col solito elenco infinito di emendamenti, non è difficile comprendere che il risultato finale sarà un vero e proprio ingorgo legislativo!
[” Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi.”]