USA 2016. NEL PRIMO DIBATTITO TELEVISIVO POCHI FUOCHI D’ARTIFICIO TRA CLINTON E TRUMP E MAXI USO DELLA RETORICA POLITICA

DI SALVATORE OCCHIUTO

SALVATORE OCCHIUTO

Primo dibattito televisivo delle elezioni presidenziali americane. Location dell’evento l’università di Hofstra, a Long Island, nei pressi di New York. Un appuntamento mediatico secondo solamente al SuperBowl per audience e spazi pubblicitari. Pochi fuochi d’artificio e molta retorica politica tra Hillary Clinton e Donald Trump. Niente effetti speciali in quanto l’annunciata presenza di Jennifer Flowers, ex amante di Bill Clinton, è rimasta tale. Un confronto imperniato su 6 segmenti di 15 minuti ciascuno dedicati a 6 temi diversi. Un contesto dove i due candidati hanno potuto esporre i loro programmi, le rispettive visioni del paese, le differenti scale valoriali. Sulla prosperità economica Hillary ha ribadito un sistema paese basato sulla crescità, sulla solidarietà, sull’integrazione, sull’innovazione tecnologica, su uno sviluppo sostenibile in un ambiente compatibile. “Esclusivamente accettando le sfide del mondo globale, rimarremo una grande nazione”. Queste le parole della Clinton che ha sottolineato l’importanza delle pari opportunità e del consolidamento del welfare dalla scuola alla sanità. Trump ha posto l’accento sulla salvaguardia del made in Usa contrastando la delocalizzazione selvaggia delle industrie e introducendo la cosidetta “flax tax”. “La peggiore bolla dal 1929”. Così il tycoon ha definito la situazione economica acuita dall’inerzia della Fed, la banca centrale di Washington. Sono poi seguite le schermaglie verbali. Trump ha attaccato la Clinton sulla negoziazione dei trattati commerciali, sulle mail cancellate, sulla contestazione del certificato di nascita di Obama. “Manca la leadership”. Un leit-motiv che il magnate ha adottato dall’inizio della sua campagna elettorale. Hillary ha ricordato le passate malefatte di Trump dalle insolvenze d’affari, alle accuse di discriminazione razziale, agli attacchi cibernetici degli hacker russi. L’ammirazione del candidato repubblicano nei confronti di Putin viene politicamente tradotta nella sua concezione di legge e ordine in relazione alle tensioni razziali. Clinton reputa al contrario che le forze di polizia devono essere modernizzate nel quadro di una sicurezza garantita nel rispetto dei diritti. Un assunto valido nella lotta al terrorismo. “L’Isis sarà sconfitta attraverso la cooperazione internazionale”. L’ex Segretario di Stato ha promesso di potenziare l’intelligence e incentivare il dialogo con le comunità musulmane statunitensi. Trump ha criticato l’accordo sul nucleare con l’Iran, le guerre in Iraq e Libia, l’assetto della Nato, gli stati arabi “scomodi alleati” di Washington. Clinton elogia la Nato come perno della sinergia strategica, mentre il tycoon chiede addirittura che le nazioni (Germania, Corea Sud, Giappone, Arabia Saudita) che sono difese dagli Usa paghino in termini monetari la protezione militare. “L’America ha una sola parola che ha sempre mantenuto”. La promessa di Hillary che ha già un tono presidenziale.