PENSIONI E L’EQUITA’ CHE SI E’ PERSA PER STRADA

DI CLAUDIA BALDINI
CLAUDIA BALDINI
Dove sta l’equità?
Non ho ancora letto tutto, ho ascoltato solo la tv, quindi potrei avere impressioni sbagliate, ma io non capisco che accordo portiamo a casa sulle pensioni. Io la vedo così: stiamo andando a rimorchio del governo che sta tirando la volata al SI. Siamo in grado di accertare il VERO reddito di quei 3 milioni di pensionati che starebbero sotto i 1300€ lordi? Boeri, presidente Inps e cosa che sempre il Centro studi Cgil ha sempre detto, il 70% delle pensioni basse è costituito da artigiani, commercianti e liberi professionisti che dichiaravano (e dichiarano) redditi ridicoli, preferendo investire su immobili e campare alle spalle dei lavoratori dipendenti per i servizi. Ricordo la minimum tax e tutte le detrazioni spese, negate al lavoro dipendente.
Questa cosa , vergognosa, da sempre da noi denunciata, ora viene premiata con aumenti e quattordicesima. Sono tanti voti.
Il lavoratore dipendente invece se vuole andare in pensione da vivo deve fare un mutuo, forse più lungo di quello che gli resta da vivere. Lo chiamano Ape. Solo i pochi ormai lavoratori precoci a 63 anni e 41 di lavoro potranno uscire gratis.
Io, da vecchia sindacalista mi chiedo, e sarei felice se qualche giovane sindacalista mi chiarisse la cosa: ma se dal cilindro magico spuntano tanti soldi, non sarebbe più equo pagare il TFR ai pensionati pubblici, che ora è bloccato anche fino a 2 anni dopo la pensione? E non aspettare per fare cassa sei mesi per avere l’assegno? Ma dove questa equità di cui parlano? Boeri suggeriva anche un contributo dalle pensioni d’oro, che ricordo sono parecchi miliardi. Ecco io non mi aspetto altro che qualcuno mi faccia cambiare questa brutta impressione.