COLOMBIA. LA PACE IN BILICO DOPO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM

DI SALVATORE OCCHIUTO

SALVATORE OCCHIUTO

Al contrario di molti osservatori stranieri che sono rimasti sorpresi dalla vittoria del no, coloro che conoscono bene la Colombia non sono stupefatti dall’esito del referendum odierno. L’accordo di pace tra il Governo e le Farc è stato naturalmente festeggiato da tutti in quanto ha chiuso una pagina buia della storia nazionale. Una guerra civile durata quasi 50 anni che ha causato oltre 200.000 morti e cinque milioni di sfollati. Ma le condizioni di reintegro nella società civile degli ex guerriglieri avevano destato enorme indignazione e profondo malcontento. Uno scarto di appena 65.000 voti pari al 51,3% non rappresenta in maniera reale la situazione interna. L’azione politico-militare delle Farc era iniziata negli anni sessanta con indubbio favore popolare perchè si opponeva alla visione latifondista. Medesimo avvio per un altro gruppo della guerriglia l’M-19 che aveva cominciato la lotta armata derubando i camion del latte per distribuirli nei quartieri poveri di Bogotà. Due tipologie di contrasto del potere costituito ambedue sfociate in una guerra permanente che ha coinvolto ogni strato della popolazione. La promessa amnistia, il mancato risarcimento delle vittime, la possibilità di partecipare alla vita politica hanno alienato le simpatie della maggioranza della cittadinanza che non vuole dimenticare il sangue, spesso innocente, sparso durante attentati, sequestri, imboscate, scontri a fuoco. Fronte del no capeggiato dall’ex Presidente Alvaro Uribe (2002-2010), fautore della soluzione militare ad oltranza. Un paese spaccato a metà che deve trovare una via d’uscita. Nelle intenzioni del Presidente Manuel Santos un nuovo compromesso o sostanziali modifiche all’accordo stipulato senza convalida popolare. “La pace non è in discussione”. Questa la dichiarazione del supremo mandatario. “Non torneremo indietro”. Così rassicura il leader delle Farc Rodrigo Londono “Timochenko”. Ancora una volta la politica dovrà superare il rancore e l’odio nell’estremo tentativo di stabilizzare una situazione delicata e incerta.