SABATINI LASCIA LA ROMA: CRONACA DI UN DIVORZIO ANNUNCIATO

DI MIRKO EMILI
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“Se vi aspettate campioni sul mercato, sbagliate, altrimenti io non sarei qui”. Si era presentato così Walter Sabatini nell’estate del 2011: umile, schietto e sincero. L’unico che non ha mai preso in giro i tifosi della Roma e ha sempre parlato chiaramente agli stessi. Quando gli chiedevano campioni, lui replicava sempre allo stesso modo, quando gli veniva chiesto di tenere giocatori importanti diceva: “dipendesse da me, terrei tutti”. Il DS ha sempre tenuto i toni bassi in mezzo a tanti slogan, inutili, lanciati dalla proprietà a stelle e strisce.
Se ne va l’ultimo tassello della Roma americana. Eh sì, perché al netto dell’avvocato Mauro Baldissoni che, negli anni, da consigliere d’amministrazione è diventato direttore generale, va via l’unico uomo che sapeva veramente di calcio. Walter Sabatini, fin dal primo anno, ha dovuto lavorare con una situazione di bilancio non facile anzi, tutt’altro. Ha dovuto adoperarsi come solo lui sa per ripianarla e, soprattutto, per mettere in piedi ogni anno una squadra più forte e competitiva. Ci è riuscito quasi sempre, qualche volta di più e qualche volta di meno, ma il suo lavoro lo ha sempre fatto egregiamente. Molti adesso ricorderanno i molteplici errori di Sabatini come prendere Spolli, Doumbia, Destro, Iturbe, Kjaer e chi più ne ha più ne metta. Ma bisogna anche dire che Doumbia, Destro e Iturbe ad esempio, quando sono arrivati a Roma vantavo un curriculum niente male e, soprattutto gli ultimi due, erano sul taccuino dei direttori sportivi di mezza serie A.
Sabatini ha concluso anche grandi operazioni come Strootman, Nainggolan, Benatia e Marquinhos. Il problema è che i conti del club non hanno permesso al ds di custodirli tutti gelosamente a Trigoria. Il punto, da cinque anni a questa parte, è sempre stato questo: la Roma non è mai riuscita a formare un gruppo solido di giocatori e confermarlo nel tempo. Così non si vince, Juventus docet. A Torino, al netto di un bilancio migliore, di uno stadio di proprietà e di un’organizzazione che gli altri club italiani si sognano, hanno sempre vinto perché da anni confermano un blocco di giocatori. Nel reparto difensivo soprattutto ma non solo, perché Vidal, per esempio, è stato venduto dopo aver vinto diversi trofei, idem Pogba. Se la Roma non è stato in grado di fare questo, di certo la colpa non è stata di Sabatini, che è un semplice esecutore, ma della società. Ora chi verrà dopo di lui, Ricky Massara (suo braccio destro fino ad oggi), ha un compito molto difficile. Che dire: in bocca al lupo !