ONNISCIENZA ALLA RIBALTA

stefania-zilio

Volgarmente li chiamiamo i “tuttologi” coloro che sanno tutto di tutto e non mancano di sottolinearlo ad ogni occasione, soprattutto con chi sanno non essere, secondo loro, all’altezza. I sapientoni si vantano e si lodano in aree protette, riserve cui è vietato l’accesso agli esperti dell’argomento che trattano, sono furbi ed esperti, sanno muoversi tra la folla e scappano al momento giusto. Un tempo gli argomenti trattati erano prevalentemente tre: il calcio, la politica e le donne. Dall’imponente cattedra di un bar di periferia, dopo ogni partita di calcio, per non parlare dei mondiali, i tuttologi mozzavano teste agli allenatori, ai giocatori, ai guardialinee e ai poveri arbitri creando una metamorfosi vero similare con i protagonisti, solo che a modo loro si vinceva e basta. In politica avrebbero saputo governare la nazione meglio dello statista più qualificato,: sono pieni i cimiteri di gente ammazzata sotto il grido “quello è un cretino” per essere eleganti. Nella sezione donne e sesso illustravano trattati, chiunque era in grado di fare diagnosi e prescrivere cure, dare consigli o suggerimenti. Insomma, gli italiani degli anni passati han dato sfoggia di sapienza esagerata, intelligentoni al servizio delle comunità, gratuitamente e senza peli sulla lingua. La nostra propensione allo sciorinare parole è atavica e direi alquanto consolidata nella descrizione dell’italiano medio, se richiesta ai restanti abitanti della terra. Ingigantire, interpretare con proverbiale furbizia accompagnato da gesti e acrobazie, ( per non dimenticare la ritualità del codice gestuale partenopeo ) è sempre stato il nostro miglior biglietto da visita. Così siamo per tutti delle macchiette e non abbiamo perso questo vizio. La storia e la sua evoluzione ci ha resi ancor più tuttologi, con l’aiuto della tecnologia da “sapientoni” siamo passati a “onniscienti”. In tv scorrono le immagini di un sequestro di persona e l’esperto in indagini sta esponendo la sua tesi. Anni di studi gli permettono di ipotizzare un esito, una causa o un effetto, ma agli italiani onniscienti questo non basta. Sulla tastiera del pc digitano la parola “indagine” ed ecco comparire ogni sorta di significato. E’ sufficiente cliccare sul primo sito trovato che, anche se i contenuti sono fuorvianti, l’esperto risulti incompetente e ignorante. Che si parli di nucleare, di ingegneria, di psicocibernetica non ha importanza, oggi grazie ad un clic siamo in grado in pochi secondi di sfoggiare la più autentica delle disamine, e se non ci credete siete degli inetti: lo ha detto internet ! Vogliamo chiamarla ricchezza del sapere? Mi spiace non arrossiscano neanche un po’ questi personaggi retorici attraverso cui passano i fatti della storia, ma deformati e depurati del senso vero, risultando solo pagliacci al servizio della realtà. Io preferisco dire che è l’ennesima lezione di indifferenza al dovere di studio che ci fa risultare insufficienti e scarsi in ogni materia, e ai tuttologi faccio una smorfia schifata al grido di “Onniscienza… alla ribalta.