ELEZIONI MONTENEGRO VINCE DJUKANOVIC

DI SALVATORE OCCHIUTO

SALVATORE OCCHIUTO

Nel microstato balcanico, terra natia di una Regina d’Italia, Elena, consorte di Vittorio Emanuele III, gli elettori si sono recati alle urne per il rinnovo del Parlamento. Scontata affermazione per il premier uscente Milo Djukanovic senza conseguire tuttavia la maggioranza assoluta in quanto il suo Partito democratico dei socialisti ha ottenuto 36 degli 81 seggi dell’assemblea legislativa. Affluenza record 73% in una consultazione che avviene alla vigilia dell’ingresso nella Nato e nella prospettiva di una rapida adesione all’Ue. L’opposizione rivendica al contrario di avere vinto malgrado brogli e intimidazioni. Nei giorni precedenti si era registrata un’ondata di arresti che aveva neutralizzato un piano criminoso di sedicenti estremisti serbi contro le istituzioni e lo stesso Djukanovic. Una situazione particolarmente intricata nella regione con Montenegro, Serbia, Albania che hanno intrapreso un cammino di avvicinamento all’Occidente. La settimana scorsa una bomba era scoppiata a Belgrado al passaggio dell’autovettura del premier Vucic. Un triste ricordo dell’attentato che nell’aprile 2001 costò la vità all’allora capo del governo Djindjic. Una tensione di carattere politico che contrappone la tendenza riformatrice pro europeista incarnata dal montenegrino Djukanovic, dal serbo Vucic, dall’albanese Rama al filone ultranazionalista panserbo nostalgico di Milosevic e fomentato dalla Russia. Obiettivo dell’estremismo revanscista ostacolare il processo di stabilità che auspica la riappacificazione tra gli antichi nemici, Belgrado e Tirana, e contrastare l’allargamento euro-atlantico.