LA COSTITUZIONE UN PATRIMONIO DELL’ITALIA

DI CARLO ALBERTO SARTOR

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Penso che coloro che hanno scritto la costituzione erano carichi delle mille sensibilita’ ed attenzioni derivanti dalle esperienze del ‘900. Che tra guerre, rivoluzioni, milioni di morti, ingiustizie sociali, dittature,nazismo, campi di concentramento e tante altre amenita’ hanno messo a durissima prova la fiducia nel genere umano. In un complesso e lunghissimo percorso, pensando alla liberta’ e al bene collettivo, questi padri costituenti, nei limiti di qualunque opera umana, hanno cercato di creare le regole per una pacifica convivenza. Mettendo una enorme attenzione alla gestione del potere. Ad evitare gli errori del passato. Quando l’hanno scritta la nazione era un cumulo di macerie ed ancora non si sapeva come sarebbe andata. Quindi non c’erano poteri da difendere o tensioni di parte. Padrini o padroni da difendere. Avevano in mente le dolorosissime esperienze del novecento, non quattro liti di condominio. E ce l’hanno messa veramente tutta. Ora mi chiedo se questa opera ciclopica (e sicuramente con vari difetti) puo’ essere “ristrutturata” da qualcuno con la stessa competenza, passione, attenzione e distacco dalle questioni contingenti, dai litigi di condominio, di partito, di correnti. Credo non sia il caso di mettere mano ad una cosa cosi’ delicata in questo modo. Non per sfiducia. Ma temo che gli esperti di turno convocati per maneggiarla non siano ne’ all’altezza di chi l’ha creata ne’ abbiano avuto modi e tempi idonei a studiare bene l’edificio da ristrutturare. Poi, certo, e’ indubbio che il renzismo (dopo il berlusconismo) stia rendendo molto probabile uno scempio che “tira la volata” ad una gestione del potere meno controllata, piu’ spregiudicata e quindi molto probabilmente piu” pericolosa. Ringrazio quindi tutti per le attenzioni, ma il mio parere e’ il seguente: per favore, non toccate la costituzione. Non oggi, non in questo modo. Abbiatene rispetto. Nel frattempo non accantoniamo la possibilità di ristrutturarla, pero’ non col fiato sul collo di ipotetici (o esistenti?) potenti che vogliono un pericoloso spazio per le loro manovre azzardate.