MATTEO ALLA CASA BIANCA ERA PINOTTO O JERRY LEWIS ?

DI GIANFRANCO MICALI
GIANFRANCO MICALI
Alla fine Jim Messina guadagnò i suoi soldi con un uovo di Colombo: “Io studiato Storia, e ripetere viaggio di De Gasperi in America prima di elezioni”, avrebbe suggerito a Renzi in un italiano stentato. “Tu non preoccupare, io telefonare a Barack che ascoltare consigli da suo ex consigliere, cioè io”. E così si è ripetuto il viaggio di De Gasperi che nel gennaio 1947 incontrò Truman, e tornò in Italia con un prestito Eximbank di 100 milioni di dollari. Dietro quella generosità la paura dell’Unione Sovietica, e il sostegno necessario ad attuare l’ambizioso disegno di un nuovo governo senza le sinistre e con l’apporto di un gruppo di “tecnici” guidati da Luigi Einaudi. Nacque così il quarto governo De Gasperi.
Insomma, il Messina ha studiato la Storia per lui, e ha riportato Renzi negli anni quaranta invece che nel futuro. Adesso, la paura della Russia di Putin e dei Cinque stelle che chissà come sono stati raccontati dalla coppia Messina e Phillips( ambasciatore USA ) sono costati appena una cena alla Casa Bianca.
La più raggiante di tutti al fianco di Michelle e Barack Obama era “Agnese dolce Agnese” che aveva il volto di certi personaggi del periodico “Selezione dal Readers Digest” quando dovevano raccontare “Un incontro che non dimenticherò mai”.
D’altronde, a tutti noi sta simpatica, sia per il suo riserbo che per aver finalmente oscurato l’immagine dominante di Madonnina Boschi al fianco del premier .
Chi, però, nelle foto e nelle riprese tv risultava meno nella parte era proprio Matteo, con l’aria da imbucato, anche lui anni cinquanta, a metà Jerry Lewis senza Dean Martin e metà il rotondo Pinotto senza Gianni. Altro che Benigni, mentre cogitabondo si domandava : “E se dopo tutto questo Ambaradam perdessi lo stesso il referendum ?”.
“Semplice: tu non andare via,rimanere incollato a poltrona, e fare come ti pare”, gli avrebbe risposto il solito pragmatico Jim Messina, con in mano i veri sondaggi che danno il NO in vantaggio incolmabile.
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