OBAMA GRADISCE LA VISITA ITALIANA MA AVVERTE: “PATTI CHIARI, AMICIZIA LUNGA”

DI CLAUDIO VALERI
CLAUDIO VALERI
Che c’è di strano?
Da 70 anni, i governi italiani cercano l’appoggio americano.
Nel primo dopoguerra gli aiuti Usa hanno consolidato la Dc, da De Gasperi in poi. E l’Italia è cresciuta. Si affermò Don Camillo, avesse vinto Peppone chissà cosa sarebbe successo. Certo, l’aiutino a stelle e strisce non è stato del tutto indolore. Ci sono volute lotte politiche e sindacali per l’affermazione di diritti sacrosanti nel mondo del lavoro e nella società in generale. Chi, stando con l’occidente, si è comunque distaccato dall’egemonia statunitense è finito male, da Moro a Craxi. Ora Renzi offre all’America un’Italia di artisti e moda, di cultura e genialità spesso praticata all’estero. L’industria non c’è più, o è già in America col golfino accollato. Il Presidente Usa uscente gradisce e avverte: patti chiari, amicizia lunga. Già, ma è sempre stato così. La speranza è che non si sia costretti a fare patti chiari con mister Trump.
Ma questo, per ora, è un problema americano.