BRASILE. IN MANETTE EDUARDO CUNHA IL GRANDE ACCUSATORE DI DILMA

DI SALVATORE OCCHIUTO

SALVATORE OCCHIUTO

La rivoluzione, persino quella istituzionale, mangia i suoi figli. Perchè, parafrasando una celebre canzone di Venditti, siamo in un mondo di ladri. Ha varcato infatti la soglia del carcere di Brasilia Eduardo Cunha, il grande accusatore dell’ex Presidente Dilma Rousseff. Lo scandalo Petrobras ha travolto anche lui dopo Dilma e Lula che hanno retto il paese dal gennaio 2003 al maggio 2016. Cunha, Presidente del Parlamento fino a pochi mesi fa, era stato l’artefice della procedura di impeachment che aveva determinato la destituzione della Presidente il 31 agosto scorso. Le accuse di corruzione sono state provate. Cunha ha beneficiato dei fondi neri della holding petrolifera statale, i cui proventi avrebbe depositato in conti segreti all’estero, specialmente in Svizzera. Esponente della destra religiosa, fortemente conservatore, dichiaratamente omofobo e contrario all’aborto, viene annoverato nella cerchia ristretta del nuovo Presidente Michel Temer. Cunha durante l’iter di revoca ha mostrato un particolare livore nei confronti di Dilma a cui tolse addirittura la parola in una seduta dove l’ex guerrigliera gli rinfacciò di tentare un colpo di stato con i codici. Malgrado la campagna diffamatoria, i sondaggi indicano che al primo turno di un’ipotetica elezione presidenziale Lula o Dilma si piazzerebbero primi con circa il 25% dei suffragi.