USA 2016. IL MICIDIALE AUTOGOL DI DONALD TRUMP

DI SALVATORE OCCHIUTO

SALVATORE OCCHIUTO

Al termine della serie dei dibattiti televisivi delle elezioni presidenziali statunitensi possiamo fare due considerazioni. Una di carattere politico e una di carattere multimediale. Donald Trump ha commesso il più grave errore che potesse verificarsi. Un’affermazione imperdonabile. Un gesto inaudito. Un comportamento ingiustificabile. Alle latitudini statunitensi si può perdonare quasi tutto. La retorica populista, gli scandali, persino le volgarità contro le donne e gli attacchi di stampo razziale. Una sola cosa gli americani non tollerano. Nella politica, nello sport, nella vita quotidiana. Una persona che non è in grado di accettare la sconfitta perde il rispetto degli altri. Pertanto la dichiarazione del tycoon che potrebbe non riconoscere l’esito delle elezioni rappresenta un vulnus che rimarrà nella storia della grande nazione. Sul piano mediatico i tre confronti si sono rivelati noiosi e politicamente insignificanti. Non sposteranno sicuramente grandi aliquote di voti. Dalla madre di tutti i dibattiti televisivi Kennedy vs Nixon 1960 ad oggi lo strumento è scemato verso il basso. Dappertutto dall’Italia Berlusconi contro Occhetto (1994) e Prodi (1996 e 2006), alla Germania Schroeder-Merkel 2005, alla Francia il famoso Mitterand-Giscard d’Estaing 1981 e Chirac-Jospin 1995, alla Spagna Zapatero-Rajoy 2004 e 2008. Contesti in cui paradossalmente i più emozionati erano i conduttori. Dallo scrigno dei miei ricordi rammento come scontri intensi Bush vs Kerry 2004 e Segolene Royal-Sarkozy del 2007. Royal spinse nell’angolo il rampante Sarko che tuttavia su impose a suffragio universale. La migliore interpretazione, per usare un riconoscimento cinematografico, Telecinco Spagna 1996 con Aznar che asfaltò, termine renziano, il premier uscente Felipe Gonzalez. Un dibattito duro ma civile e davvero avvincente.