NEL QUASI SILENZIO GENERALE A CAGLIARI SI MANIFESTA CONTRO LE POLITICHE DI OPPRESSIONE

DI ANGELO D’ORSI

Angelo D'Orsi

Ieri a Roma una grande manifestazione lanciata dai Sindacati di Base, USB, COBAS e altri (quasi ignorata dai media) ha urlato il suo NO a Renzi, con tutto ciò che comporta. Oggi a Cagliari, una assai più piccola manifestazione ha declamato, quasi sussurrato il suo NO alle politiche di oppressione e segregazione messe in atto dagli israeliani contro i palestinesi, e più in generale un NO alle guerre in corso, tutte guerre di tipo neocoloniali, scaturite, precisiamo, da atti delle potenze occidentali contro regimi politici giudicati “non consoni” al New World Order disegnato alla Casa Bianca. Renzi, si sa, se ne frega: continua a parlare di una Italia che esiste solamente nella sua testa, dove tutto funziona, tranne l’autostima, che sarebbe bassa, costituendo così il “grande problema italiano”. E davanti alla risoluzione sacrosanta dell’Unesco, che non concerne solo i luoghi sacri di Gerusalemme, ma tutta una serie di punti in cui viene denunciata l’oppressione degli israeliani (definiti sempre correttamente, “forza occupante”) in Palestina, e il loro rifiuto di adeguarsi alle risoluzioni degli Organismi Internazionali, il bulletto di Rignano se ne esce con esternazioni farneticanti. Il che dimostra sia che Renzi è legato a doppio filo non solo a poteri forti nostrani, ma anche internazionali, segnatamente israeliani; ma mostra anche come egli parli senza essere informato, insomma senza avere neppure cognizione di ciò su cui esterna, con tanta faciloneria.
A lui, ai suoi volenterosi apologeti, al braccio armato che è costretto a precedere non solo ad accompagnare ogni viaggio del presidente del Consiglio, manganellando senza complimenti (neppure Berlusconi fu contestato tanto, nel suo ventennio di potere), vorrei citare questi versi cheOmar Suboh, organizzatore della manifestazione di Cagliari, insieme aMahmoud Suboh, e ad altri, ha usato per convocarla. Sono del grande poeta palestinese Mahmoud Darwish: “Io rifiuto lo spirito di disfatta e mi aggrappo alla speranza folle che la vita, la Storia, e la Giustizia abbiano ancora un senso”.
Sta a noi tutti, in verità, trasformare la speranza in volontà e azione. Ma intanto, vorrei dire il mio grazie a tutti coloro che combattono per la Giustizia, in Italia e nel mondo, e che le sconfitte e l’indifferenza non riescono a fermare.