GRECIA. IL RIORDINO DEL SISTEMA TELEVISIVO

DI DANIELA SANSONE

Daniela Sansone
Nel quadro degli impegni che lo Stato Greco aveva adottato con l’UE nel luglio del 2015, il Parlamento di Atene aveva approvato un nuovo disegno di legge che disciplina ex novo il settore dei media. Si trattava di un progetto di legge ambizioso perché autorizzava al partito di governo Syriza ad avviare un processo di “pulizia” interna ad un sistema che per lungo tempo aveva goduto di privilegi ed esenzioni. Il Ministro che ha redatto il disegno di legge, Nikos Pappas aveva descritto il progetto come necessario ed importante perché “la Grecia è l’unico paese dell’Unione europea a non aver mai avviato alcun processo legiferativo in materia di comunicazioni televisive”. Inoltre, per il governo guidato da Syriza, una legge di questa portata avrebbe riportato legalità e riaperto il mercato a nuovi investitori. “Il governo è determinato a mettere ordine nel panorama delle trasmissioni”, aveva precisato Pappas. Questa legge aveva creato malumori nel partito di opposizione Nuova Democrazia che aveva accusato il Ministro Pappas di acquisire nuovi poteri per l’autorizzazione dei canali televisivi, e il governo Syriza di cercare di prendere il controllo dei mezzi di comunicazione. ND sosteneva che ridurre a quattro i canali avrebbe rappresentato un attacco al pluralismo informativo e che la procedura di licenza doveva essere portata avanti dal Consiglio Nazionale per la Radio e la Televisione (NCRTV). Ieri, Il Consiglio di Stato, la più alta corte amministrativa in Grecia ha stabilito che il processo di concessione dell’ asta, che ha distribuito quattro licenze tv, era incostituzionale. Dal canto suo, il governo reagito alla decisione della Corte, dicendo che in passato, il Consiglio aveva approvato l’improvvisa chiusura di ERT l’emittente pubblica. Una sentenza, secondo il governo, che riporta il paese al “medioevo” dell’illegalità e che impedirebbe di reinvestire i proventi dell’asta 246.000.000 € in azioni sociali come promesso dal Premier Tsipras. Il Ministro Pappas ha detto che “Non permetteremo il ritorno al regime incostituzionale precedente. Chi crede che, dopo la decisione del Consiglio di Stato, firmerò un pezzo di carta in cui si dice che il club chiuso di proprietari di canali TV va avanti così com’ è si sbaglia”, ha aggiunto. Pappas ha aggiunto che il governo emetterà “certificati di funzionamento” del valore di 25 milioni di euro l’anno aggiungendo che per questi i certificati ci saranno severe regole di funzionamento. L’obiettivo per il governo rimane sempre quello di mettere ordine al panorama radiotelevisivo che per anni è sempre stato esente da regolamentazioni legislative. Il partito di opposizione, dopo la decisione del Consiglio di Stato è tornato a chiedere elezioni anticipate, perché il paese ha bisogno di ossigeno e di riavere una politica normale e non populista come dichiarato da un membro di ND Makarios Lazaridis che ha anche aggiunto che una volta vinte le elezioni, ND “redigerà un disegno di legge per affrontare il problema e che ripristinerà i poteri del NCRTV e abolirà il “folle” numero limitato di licenze, che danneggia il pluralismo.” Kyriakos Mitsotakis ha accusato il governo di cercare di manipolare le istituzioni governative, per rimanere al potere e ha sostenuto che “per ripristinare la legittimità”, si deve andare ad “elezioni anticipate”. Suona strano che lo stesso partito che ha fatto chiudere ERT per volere della troika e senza pensare alle conseguenze che potevano derivare da quella decisione adesso parli di ripristino della legittimità e di politica populista nel momento in cui si devono affrontare argomenti seri e da cui derivano serie implicazioni, di qualsiasi natura.