“CARTA BIANCA”, IL RITORNO IN TV DI BIANCA BERLINGUER

 DI CINZIA MARONGIU
CINZIA MARONGIU
Cervello, pancia e cuore. C’è tutta Bianca Berlinguer in #Carta Bianca,nuova scommessa (e stavolta è davvero il caso di dirlo) della Rai di Antonio Campo dall’Orto e della Raitre di Daria Bignardi, che infatti le siede accanto con aria protettiva e incoraggiante. L’ex direttrice del Tg3, fatta fuori improvvisamente e non senza strascichi polemici lo scorso agosto, ritorna “sul luogo del delitto” con un programma quotidiano che all’approfondimento vuole coniugare la leggerezza, alle storie della gente, famosa e non, vuole unire il web e la contro-informazione. “Non un format, ma molti format insieme”, racconta lei, camicetta bianca, caschetto d’ordinanza, serena nonostante tutto perché, come ribadisce anche nella video-intervista concessa a Tiscali.it “mi sono sempre comportata secondo ciò che per me era giusto fare. Le pressioni, certo, non sono mancate ma in Rai, se tu vuoi, puoi essere libero”.
La scommessa in questo caso sta soprattutto nella zona di palinsesto che Bianca Berlinguer andrà a occupare visto che il suo “#CartaBianca” partirà alle 18 e 25 incaricandosi di traghettare lo zoccolo duro della rete ma anche nuovi target di pubblico proprio fino alla partenza del Tg3 delle 19.”Un orario che non è certo quello più frequentato dall’informazione” premette la Berlinguer che infatti mette subito le mani avanti: “È un tentativo, una sperimentazione in una fascia che da anni è stata presidiata, e bene, da Geo”. Il tempo che si dà per trarne le conseguenze non è tantissimo: “Un mese e mezzo, al massimo due”. Anche perché, ad attenderla c’è un’altra importante sfida, un programma di seconda serata che partirà a febbraio prossimo. Insomma, ironia della sorte, Bianca con il suo il suo nuovo rotocalco quotidiano si ritroverà a occuparsi anche di referendum costituzionale, ovvero l’argomento per il quale, secondo quanto sostenuto da Enrico Mentana in un suo lettissimo post su Facebook scritto nei giorni caldi del suo allontanamento dal Tg3, era stata fatta fuori dal premier. Lei, appositamente interpellata proprio da Tiscali.it, non fa un plissé ma abbozza un sorriso e spiega: “Nella sinistra, chissà perché, c’è sempre stata l’idea che il Tg3 dovesse avere un occhio di riguardo verso la sinistra di governo e non. Io naturalmente non la pensavo così, e ho fatto quello che credevo fosse giusto fare, io e la mia redazione. Ma oggi cambio pagina. Tutto quello che è successo è stato. Tutto ciò che ho detto, lo riconfermo a partire dalle pressioni sguaiate che ho ricevuto. Lavoro in questa azienda da tantissimi anni, sarei potuta andare via, in passato ho ricevuto tante e allettanti proposte.  È stata una mia scelta continuare e non l’avrei fatto se non avessi la certezza di poter lavorare con serenità. I miei interlocutori sono il direttore generale Campo Dall’Orto e il direttore di rete Daria Bignardi. Con tutti i direttori generali si possono avere rapporti sereni o conflittuali, ma anche sereni e conflittuali insieme. Voglio dire, si può litigare ma sempre in ambito lavorativo. Il passato mi ha amareggiato: l’ho detto chiaramente ed esplicitamente ma da oggi il mio impegno è concentrato esplicitamente su questa creatura, “#Carta Bianca”.
Bianca Berlinguer dice la sua anche sulla mancata collaborazione con Michele Santoro che inizialmente faceva parte del progetto: “Credo che a questo proposito Michele abbia risposto molto bene quando ha detto che “io e Bianca ci vogliamo tanto bene da tanto tempo e per evitare che si rompa una bella amicizia in questa fase è meglio che ognuno vada per la sua strada”. Concordo con lui. Anche io a Michele Santoro voglio molto bene. Per eventuali collaborazioni future vedremo. Ho questa seconda serata a cui tengo molto ma ancora non abbiamo progettato nulla. Vedremo”.
Inevitabile, venendo prima del Tg3, che la Berlinguer con il suo “Carta Bianca” possa sovrapporsi negli argomenti con il telegiornale e in certi casi “vampirizzarlo”. Lei risponde così: “Non vogliamo sovrapporci al tg. Faremo un tipo di informazione diversa. Non utilizzeremo i corrispondenti della Rai, ad esempio. È chiaro però che se dovesse avvenire un terremoto, un attacco terroristico, in quel caso rischieremo la sovrapposizione perché le notizie sono importanti. Se ci sarà un’emergenza la copriremo e su questo saremo attrezzati. Mi hanno seguito tre donne, l’ex capo della cronaca del tg3, l’ex caporedattore di Lineanotte e una collega del politico. Io credo nella Rai”. Del nuovo gruppo di lavoro fanno parte anche Gabriele Corsi del Trio Medusa e alcuni giovani che si occuperanno specificamente del web, grande produttore “di leggende metropolitane e di bufale che poi diventano notizie virali. Noi cercheremo di svelarne molte, a cominciare dalla psicosi sui vaccini”. Ospiti della prima puntata Renzo Arbore ed Ezio Mauro ma Bianca approfitta della platea dei giornalisti per lanciare un invito a Maria De Filippi, una “donna che di format se ne intende, una professionista di cui ammiro molte creature come C’è posta per te e Amici. Mi piacerebbe che venisse ospite da me per raccontare la sua idea di tv”.
Nella video-intervista concessa a Tiscali.it Bianca racconta anche della bufala che fin da quando era ragazza ha perseguitato lei e la sua famiglia: “Dicevano che mio padre possedesse mezza Sardegna. Ma non era vero niente”. E, non senza commozione, racconta cosa voglia dire oggi chiamarsi Berlinguer: “Mio padre è stato un uomo molto amato e tutt’oggi, a 32 anni dalla sua morte, molto rimpianto. Io porto quel cognome con amore, rispetto e orgoglio”.