INTER CASTING. MA NON E’ UN REALITY

DI MIRKO EMILI

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La ricerca del nuovo allenatore dell’Inter assomiglia sempre più ad un famoso talent della tv satellitare. Tanti i nomi: Marcelino, Pioli, Hiddink, Guidolin, Marco Silva e Gianfranco Zola; di fronte ad una giuria (la delegazione cinese) di tutto rispetto, composta da: Steven Zhang, Jun Ren e Kia Joorabchian. Il primo è il giovane figlio del patron Suning; Jun, l’uomo che ha in mano i destini della scelta e il vice presidente del gruppo Yang Yang ed infine il signor Joorabchian che è il consulente di mercato del gruppo cinese. Oltre a loro tre c’è un uomo, Piero Ausilio, il direttore sportivo nerazzurro, che cerca di dare consigli ed ha espresso il suo parere già all’indomani dell’esonero di Frank De Boer. La pista italiana, per lui, sarebbe la migliore. La proprietà, invece, continua a spingere per nomi esotici. La decisione finale dovrebbe arrivare entro la serata o al massimo nella giornata di domani e, per il momento, il favorito sembra l’ex allenatore del Villareal Marcelino.

La domanda che però dovrebbero farsi tutti i dirigenti dell’Inter è una: perché fare sempre gli stessi errori? il progetto De Boer è fallito per un motivo semplicissimo: il tecnico olandese è arrivato alla Pinetina a metà agosto, quindi è arrivato tardi in un campionato e in un Paese che non conosceva. Questo ha portato a tutta una serie di complicazioni per il povero De Boer che ha dovuto imparare, da zero, una lingua tutta nuova per poter comunicare con i suoi calciatori. Comunicazione che è importate, anzi, fondamentale per un allenatore che è più “insegnante” che “gestore”. Quindi cara proprietà cinese, segui il consiglio del tuo ds Ausilio e prendi Pioli. Non avrà l’Inter factor ma, sicuramente, ha la Serie A factor.

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