AD ALEPPO HANNO ASSASSINATO IL SORRISO

DI SILVESTRO MONTANARO
SILVESTRO MONTANARO
Aveva 24 anni ed aveva scelto di essere un folle.
Nasone rosso, parrucca colorata, cappellaccio e tanta voglia di vivere, nonostante tutto. Nonostante la guerra e la distruzione messa in atto, da anni, dai veri matti, quelli che sì andrebbero rinchiusi, i signori della guerra.
Anas era uno di noi, uno che non si arrende, che non può restare a guardare, con le mani incrociate, mentre tutto crolla e colora il cielo di dolore.
Faceva il clown sotto le bombe, sotto il tiro incrociato dei cecchini. Provava a regalare un sorriso, soprattutto ai bambini che ad Aleppo oramai non sorridono da tempo infinito.
La sua famiglia era scappata via, lui no. Credeva che la vita dovesse continuare, affermarsi, vincere.
Si era persino sposato, poche settimane fa. Quelli, i seminatori di morte, non dovevano uccidere anche l’amore.
Lo hanno ucciso in un bombardamento. Ma vive ancora, ne sono certo.
Vive nella voglia di giustizia e di pace della sua gente, di tutti noi. Nelle lacrime asciugate a migliaia di bambini. I suoi bambini. I nostri bambini. Per sempre grazie, Anas!
aleppo