CI VOGLIONO “ABITUARE” ALLA VITTORIA DEL SI, ALLORA RISPONDIAMO CON UN BEL NO

DI PAOLO DI MIZIO
Paolo Di Mizio
La notizia  è che ha vinto il SÌ al referendum di domenica prossima. Lo scriveva ieri La Repubblica, che ci sta preparando alla “sorpresa”: comincia già oggi a dirci che gli italiani all’estero hanno votato in tantissimi (addirittura il 40% degli aventi diritto, una media quasi più alta degli italiani in Italia!) e naturalmente hanno votato SÌ.
E non perdete tempo a chiedere come faccia il giornale a sapere che hanno votato SÌ: glielo ha detto Renzi, che lo sa per sicuro, e basta!
Insomma, su un milione e 600 mila voti dall’estero, La Repubblica ci informa che i SÌ saranno mezzo milione più dei NO, ovvero 550 mila NO e 1.050.000 SÌ. E siccome lo sappiamo già (ce l’ha detto Repubblica, alla quale l’ha detto Renzi), è inutile anche contarli i voti dall’estero, via non perdiamo tempo.
Tutto questo, tradotto in italiano prosastico, potrebbe significare: il governo si è già dato un gran da fare con le schede (incontrollabili) che provengono dall’estero e guarda caso le schede saranno, in grande maggioranza, a favore del Sì. Insomma il governo e il suo giornale stanno preparando il terreno così ci abituiamo fin d’ora, prima di aver votato, all’idea che abbiamo perso perché, ahimé, il fantomatico voto dall’estero sarà decisivo. Anzi è già stato decisivo, Repubblica ha già pubblicato la notizia.
Se poi vogliamo a tutti i costi rompere le uova nel paniere a Renzi e alla Repubblica, perché siamo maleducati, antipatici e bastian contrari, potremmo andare a votare in massa e farci andare tutti quelli che possiamo. Una croce sul NO, così, tanto per fare dispetto ai padroni del vapore. Ci hanno detto che abbiamo già perso. Allora tanto vale divertirsi un po’ e votare NO. Fa anche rima.
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