IL PROSSIMO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA MEGLIO SE GIOVANE E INESPERTO

DI DOMENICO BALDARI
Domenico Baldari
Considerando quello che è accaduto dal novembre del 2011 fino alla farsa odierna (o alla tragedia, secondo i punti di vista), bisogna stabilire una condizione indispensabile per il futuro di questo Paese e delle sue istituzioni. Quando si tratterà di trovare un nuovo Presidente della Repubblica nessuno dovrà azzardarsi a proporre una persona già avanti con gli anni e con una lunghissima carriera nella politica, nell’amministrazione, nella finanza, nell’informazione, negli affari. Al contrario, una scarsa o nulla frequentazione delle stanze e dei corridoi del potere e della ricchezza -pubblici o privati che siano- sarà titolo preferenziale. Ancora più consigliato per il prossimo Presidente una parte attiva o almeno un forte legame col mondo dell’alta cultura e dell’espressione artistica. Meglio se parte o legame sono vissuti lontano dalle luci, dalle cronache, dai salotti in vista. Questo requisito è decisivo perché pare sempre più evidente che solo al Dotto, al Poeta, al Semplice oggi non sia precluso il senso del vero e dell’autentico. Dunque, un uomo -o una donna- ancora giovane. Gli anni e la carriera conferiscono prestigio ed esperienza alle persone, ma le rendono anche cocciute, confuse, suscettibili, ostinate, irascibili. Alle volte il lungo esercizio del potere le rende troppo lontane dalla realtà minuta e quotidiana. Altre volte, persino stanche, fragili, ricattabili e inclini a intese, stili e modi non proprio fragranti. Il mandato sarà uno solo e se proprio dovesse rendersi necessario un prolungamento, una proroga, un rinnovo dovrebbe avvenire senza che il Presidente ponga condizioni e dica: va bene, resto, ma voi fate questo e quello. Il crepuscolo della vita, le conversazioni a bassa voce, gli ambienti in penombra, le troppe promesse, i cattivi ricordi, qualche rimpianto, qualche scrupolo, qualche debito antico. Solo Dio sa cosa possono suggerire.
mattarella