IN ITALIA IL SAPERE NON È AL POTERE PERCHÉ IL POPOLO HA IL GOVERNO CHE SI MERITA

DI MANLIO SOLLAZZO

MANLIO
Chi non si indigna del fatto che un Ministro della Sanità abbia un semplice diploma e uno dell’Istruzione millanti una Laurea, che tipo di educazione ha ricevuto se non quella fondata sui disvalori della furbizia e dell’arroganza?
Il punto in questione non è la relazione tra titolo di studio e capacità effettive, che non è detto sia sempre di causa-effetto, ma:
1) pretendere che i membri della classe dirigente, chiamati a servire le istituzioni e a risolvere i problemi dei cittadini, abbiano, come avviene per tutti gli altri settori, delle competenze certificate. Chi vuole fare politica, dovrebbe a mio avviso affrontare un percorso formativo (i Ministri anche uno precedentemente “esperienziale” nell’ambito dei rispettivi dicasteri) e selettivo. Una laurea, per coloro che sentono di volersi assumere l’enorme responsabilità di amministrare e governare il Paese – dai poteri locali (Comuni e Regioni) a quello centrale – è il minimo sindacale.
Dovrebbe essere istituita una scuola post accademica di specializzazione alla scienza politica. Alla annosa “questione morale”, andrebbe affiancata la pregnante “questione culturale”.
Si torni a leggere Platone, il modello ideale di Repubblica sofocratica verso cui tendere, il sapere al potere propugnato dal filosofo ateniese.
Per quanto mi riguarda, i principi e i valori non sono forma ma sostanza di cui è intessuta l’umanità.
Un rappresentante del popolo senza titoli né un’ esperienza specifica, che non prova alcun imbarazzo a emanare leggi sulla sanità, e un Ministro dell’Istruzione che non proviene dal complesso e delicato mondo della scuola e magari non possiede nemmeno una laurea, e si permette di trattare gli insegnanti come degli scolaretti, sono il sintomo di una società gravemente malata e ormai probabilmente incurabile;
2) ritenere inaccettabile che una persona che falsifica o avrebbe falsificato il proprio curriculum vitae possa rappresentare il popolo, in quanto scevra di credibilità.
Diceva Pasolini: “Del resto c’è da chiedersi cos’è più scandaloso:se la provocatoria ostinazione dei potenti a restare al potere, o l’apolitica passività del paese ad accettare la loro stessa presenza fisica“.
Se dinanzi a ciò noi cittadini non ci scandalizziamo, è perché ha evidentemente ragione Aristotele quando egli afferma che “ogni popolo ha il governo che si merita“.